Online il Report "EFPIA Assessing Europe’s Competitiveness as a Location for the Life Sciences Industry"

22.07.2026

L'Europa continua a essere uno dei principali poli mondiali della ricerca scientifica, ma fatica a trasformare questo patrimonio di conoscenze in innovazione, investimenti e crescita economica. Secondo il nuovo rapporto pubblicato da EFPIA (European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations), colmare questo divario potrebbe generare oltre 120 miliardi di euro di valore aggiunto per l'economia europea nei prossimi dieci anni.

L'analisi, realizzata da Charles River Associates, aggiorna il confronto sulla competitività dell'industria farmaceutica europea includendo anche il Giappone tra i Paesi analizzati. Il rapporto valuta l'attrattività dell'Unione europea rispetto a Stati Uniti, Cina, Regno Unito, Svizzera e Giappone attraverso venti indicatori che prendono in esame ricerca e innovazione, contesto regolatorio, ambiente commerciale e capacità produttiva.

Pur mantenendo una posizione di leadership nella ricerca di base e nella qualità della produzione scientifica, l'Europa mostra difficoltà nel tradurre questi risultati in sviluppo industriale. Il rapporto evidenzia infatti un progressivo calo della quota europea nella scoperta di nuovi principi attivi, nella conduzione degli studi clinici e nell'attrazione degli investimenti in ricerca e sviluppo rispetto ai principali competitor internazionali.

Secondo EFPIA, il continente dispone comunque di solide fondamenta su cui costruire la propria competitività. Ogni anno il settore farmaceutico investe circa 55 miliardi di euro in ricerca e sviluppo, sostiene 2,3 milioni di posti di lavoro e contribuisce con oltre 366 miliardi di euro di esportazioni, confermandosi uno dei comparti industriali più strategici per l'economia europea.

Lo studio quantifica anche i potenziali benefici derivanti da un rafforzamento dell'ecosistema europeo dell'innovazione. Colmare il divario negli investimenti privati in ricerca e sviluppo potrebbe generare 105 miliardi di euro di valore economico aggiuntivo nell'arco di dieci anni. Parallelamente, aumentare la quota europea degli studi clinici produrrebbe quasi 18 miliardi di euro di benefici economici, oltre 82.000 nuovi posti di lavoro e consentirebbe a circa 158.000 pazienti in più di partecipare a sperimentazioni cliniche. Un contesto maggiormente favorevole all'innovazione potrebbe inoltre accelerare lo sviluppo di oltre 200 nuovi principi attivi, rafforzando il contributo europeo alla ricerca farmaceutica globale.

Per EFPIA, il momento è decisivo. In un contesto internazionale caratterizzato da una crescente competizione per attrarre investimenti e sviluppare innovazione, l'Europa è chiamata a valorizzare i propri punti di forza attraverso politiche capaci di sostenere la ricerca, favorire il trasferimento tecnologico, rendere più competitivo il quadro regolatorio e incentivare gli investimenti lungo l'intera filiera delle Life Sciences.

Il rapporto si inserisce nel più ampio dibattito sul futuro della competitività europea, evidenziando come investire nell'ecosistema delle Life Sciences rappresenti non solo una leva per la crescita economica, ma anche un elemento strategico per rafforzare la resilienza industriale e la leadership dell'Europa nell'innovazione sanitaria.

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