Una politica coerente e coordinata per il settore delle Scienze della Vita

Life Science: dal Technology Forum Ambrosetti le linee di indirizzo per creare per creare un ecosistema nazionale competitivo

Il settore Life Sciences può essere una leva strategica per la crescita e per la competitività del Paese puntando su tre settori di intervento: biotecnologie, biomedicale e farmaceutica. È quanto è emerso con forza dal primo Technology Forum Life Sciences, organizzato da The European House Ambrosetti in collaborazione con Assobiotec e Alisei, nell’ambito della Settimana Europea delle biotecnologie.

Il comparto delle Scienze della Vita, grazie al suo grado di innovazione, internazionalizzazione, produttività e competitività è infatti un asset importante dell’economia italiana, ma sono necessari interventi a livello politico-istituzionale, scientifico e industriale al fine di cogliere pienamente le possibili ricadute in campo economico e sociale.

Il lavori del forum hanno portato alla produzione di un documento di visione strategica che riporta tre innovative proposte di azione individuate dagli operatori del settore (industria, ricerca, finanza e policy maker) per dare un nuovo slancio al Life Science italiano. In sintesi:

  1. Creare una figura di riferimento, che gestisca le risorse e definisca gli obiettivi e le scelte di investimento a livello di settore, il cosiddetto Chief Technology Officer d’Italia. Tale figura è stata pensata facendo riferimento all’attuale strategia per l’innovazione attuata da Stati Uniti e Gran Bretagna. Si tratta di un ruolo permanente, con potere sostanziale di indirizzo, coordinamento e spesa, e con un referente governativo univoco.
  2. Definire una politica per le Life Sciences a livello nazionale, che sia in grado di esprimere un disegno strategico comune e che catalizzi gli investimenti in un piccolo numero di progetti ma di grandi dimensioni. Oggi in Italia manca una politica di coordinamento, oltre a una connessione tra mondo dell’Università e della ricerca e imprese. Tutti gli Ecosistemi–Paese di successo, invece, gestiscono l’innovazione e la ricerca con un programma d’azione nazionale, con obiettivi definiti e strumenti chiari di supporto e con un forte collegamento tra ricerca e sviluppo industriale.
  3. Dare vita a un Fondo di Venture Capital dedicato alle biotecnologie: uno strumento per favorire la nascita e lo sviluppo di imprese innovative, in grado di dare maggiore competitività al sistema e di produrre una ricaduta positiva su industria, economia e occupazione. L’idea di base è quella di incentivare l’investimento in capitale di rischio e di agevolare la formazione di fondi specializzati, anche ricorrendo a formule già utilizzate per sostenere la crescita di altri settori.

Perché anche in Italia si possa creare un ecosistema che sostenga l’innovazione e l’industria, è necessario quindi dare vita a un insieme di misure di policy (settoriali e trasversali) che interessino più livelli: il mercato, il lavoro e le competenze, la tecnologia, la finanza, le infrastrutture e le istituzioni.

“Il Forum ha segnato un passo importante – ha spiegato Giuseppe Martini, Presidente del Cluster Nazionale Alisei – verso la creazione di un’agenda strategica nazionale per il settore Life Sciences identificata come elemento indispensabile per dare alla filiera dell’industria della salute solide basi per il suo sviluppo competitivo a livello internazionale. L’adozione di un’agenda che individui e promuova programmi nazionali ambiziosi comporta l’aprirsi nei prossimi mesi di una fase di dialogo fra diversi attori, una sfida certamente non facile ma che promette enormi gratificazioni per la squadra nazionale”.

È possibile legger il Position paper finale del Technology Forum Life Sciences al seguente link.