Un polo per la diagnostica e la terapeutica

Intervista con Fiorella Altruda, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Bioindustry Park Silvano Fumero S.p.A.

Buona

Il Bioindustry Park è un Parco tecnologico dedicato alle scienze della vita. Ci può illustrare quali sono le principali realtà insediate, in quali ambito operano e come vengono attratte?

Bioindustry Park Silvano Fumero S.p.A. è un’organizzazione volta a creare innovazione agevolando i processi di competitività delle aziende insediate.

Per raggiungere tale obiettivo il Parco promuove lo scambio di conoscenza e tecnologie fra PMI, startup, grandi imprese, università, associazioni, fondazioni e centri di ricerca, che sviluppano le proprie attività in un contesto insediativo la cui formula è basata su una risposta personalizzata ai diversi fabbisogni.

Le aziende sono attratte da una vasta gamma di servizi, quali l’utilizzo di infrastrutture comuni, servizi scientifici, business development, consulenza specialistica, trasferimento tecnologico e anche clustering fornito da bioPmed, il cluster sulla Salute che Bioindustry Park gestisce da più di 10 anni.

Le aziende/organizzazioni insediate nel Parco operano nel settore Salute a 360° sia con attività di Ricerca & Sviluppo sia con attività di produzione.

Sono attive nei campi della diagnostica e della terapeutica: dall’imaging, ai radiofarmaci, dai dispositivi medicali ai farmaci specialistici o alle soluzioni IT per il mondo biotech e medicale.

Quest’anno si è insediato l’Istituto Tecnico Superiore “Biotecnologie e Nuove Scienze della Vita” così da avvicinare, anche fisicamente, l’attività di formazione dell’ITS alle future esigenze delle aziende.

Sempre quest’anno una start-up specializzata nella produzione di dispositivi medicali ha chiuso la campagna di equity crowdfunding con una raccolta di 1,3 milioni di euro e un’altra che si occupa di valvole cardiache impiantante con sistemi innovativi ha concluso con successo una raccolta fondi da 20 milioni di euro.

Il Covid-19 ha riportato in primo piano l’attenzione al Sistema delle cure sanitarie e alla ricerca scientifica. Quali ripercussioni ci sono state (o ci sono ancora) sulle attività del Parco e sulle aziende che vi lavorano?

Le aziende insediate al Parco essendo prevalentemente legate al settore della farmaceutica e degli apparecchi medicali non hanno subito gravi ripercussioni economiche e Bioindustry Park ha adeguato immediatamente tutti i servizi offerti compatibilmente alle nuove esigenze; dalla trasformazione dei seminari e corsi in webinar al servizio di delivery del ristorante aziendale.

Inoltre abbiamo alcuni esempi di aziende che hanno sviluppato tecnologie e soluzioni per contrastare il COVID-19 come una start-up innovativa specializzata nell’Intelligenza Artificiale applicata nel campo della telemedicina che sta sviluppando un progetto di TeleAssistenza con l’obiettivo di monitorare da remoto i pazienti, oppure un’altra PMI Innovativa che da anni matura esperienza e competenze nel settore delle Scienze della Vita ha convalidato un metodo per la diagnosi di SARS-CoV-2 accreditato dal dipartimento di Microbiologia e Virologia U dell’AOU Citta della Salute e della Scienza di Torino in qualità di Laboratorio di riferimento regionale

Il Cluster ALISEI si pone come soggetto centrale a livello nazionale nel settore delle scienze della vita. Quale ritenete siano le priorità a livello Paese per questo settore e quali le azioni che il Cluster dovrebbe promuovere in maniera prioritaria?

È fondamentale per un Paese, investire nel proprio sviluppo e l’emergenza che stiamo vivendo, ci ha reso ancora più consapevoli dell’importanza degli investimenti in ricerca che, insieme alla formazione, rappresentano la chiave per la crescita di un Paese.

Da qui la necessità di interfacciarsi con le istituzioni e il mondo della ricerca pubblica affinché mettano a segno misure utili a supportare l’innovazione industriale del settore perché è l’innovazione che genera ricadute positive in termini di benessere, di posti di lavoro, di competitività.