Tumori: come i linfociti B sfuggono al controllo delle cellule T

Su Science Signaling i risultati dello studio di Anna Kabanova e Università di Siena.

Linfociti B

La pubblicazione scientifica del 12 maggio scorso riporta i risultati dello studio condotto dalla dott.ssa Anna Kabanova, il principal investigator dell’unità Tumor Immunology che rappresenta uno dei filoni di ricerca presso TLS.

Lo studio è stato condotto presso l’Università degli Studi di Siena, e ha visto numerose collaborazioni, tra cui quella con gli specialisti di proteomica presso l’Università di Oxford in UK e il gruppo di immunologi del German Cancer Research Center di Heidelberg in Germania.

I risultati dello studio descrivono uno dei meccanismi molecolari alla base della resistenza delle cellule B tumorali all’uccisione da parte delle cellule T. Le cellule T effettuano una costante sorveglianza delle cellule nel nostro corpo per eliminare quelle potenzialmente dannose, come per esempio le cellule tumorali. I tumori dei linfociti B rappresentano uno dei tumori del sangue più frequenti, per questo il maggior quesito scientifico in questo campo è capire come le cellule tumorali B sono in grado di evadere la sorveglianza da parte delle cellule T.

Questo progetto rappresenta per me una grande soddisfazione e sono enormemente grata alla fondazione AIRC per il continuo supporto che da tanti anni sostiene questo filone di ricerca – afferma Anna Kabanova – Mi sono unita al gruppo della Prof.ssa Baldari nel 2013 grazie al post-doctoral fellowship AIRC. Così ho cominciato a lavorare su questo progetto, e nel 2016 abbiamo pubblicato uno studio preliminare che suggeriva l’esistenza del meccanismo di resistenza delle cellule leucemiche al killing citottosico. Poi, grazie al primo grant indipendente che AIRC mi ha assegnato nell’ambito del programma TRIDEO, ho potuto andare in fondo alla questione e capire meglio l’esatto meccanismo molecolare che pare sia molto importante nell’interazione tra le cellule B e le cellule T che le sorvegliano. Essendo giovani ricercatori, per noi è stato importante poter realizzare le proprie idee scientifiche, abbiamo imparato davvero tanto”.

Nello studio pubblicato è stata scoperta una copia di ricettori, CD2 da parte della cellula T e CD58 da parte delle cellule B, che svolgono un ruolo importante per la formazione della sinapsi immunologica tra le due, uno step essenziale grazie al quale la T può eliminare la cellula B dannosa. I ricercatori hanno utilizzato vari approcci, inclusa la proteomica, per caratterizzare meglio le vie di segnalazione del ricettore CD2 nelle cellule T e così hanno realizzato che uno dei pathway attivato dal CD2 e coinvolto nella sorveglianza immunologica comprende una molecola molto importante nel campo di metabolismo, la kinasi AMPK. Così lo studio ha collegato la formazione della sinapsi immunologica all’attivazione di un pathway che regola il metabolismo cellulare. In questi anni la connessione tra metabolismo e tumorigenesi rappresenta uno dei argomenti più discussi nel campo della ricerca sul cancro, per questo si spera che i dati pubblicati ci aiutano a capire ancora meglio il significato di questa connessione.  

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