Life Science in Italia

Il settore delle life science è in rapida evoluzione in Italia e nel mondo. Sono in corso importanti modifiche nella relazione medico-paziente, nei bisogni e nelle aspettative di questi ultimi. Una delle sfide dei prossimi anni sarà infatti passare da una medicina “tradizionale” a una medicina delle 4P: predittiva, preventiva, personalizzata e partecipativa.

Predittiva:

in cui attraverso analisi dettagliate sia possibile prevenire le malattie o diminuirne gli effetti.

Preventiva:

per favorire percorsi di prevenzione efficaci verso le malattie per cui si è più predisposti spostando così il focus della medicina “dal malessere al benessere”.

Personalizzata:

dove, in base alle caratteristiche dettagliate della singola persona, sarà possibile un trattamento medico personalizzato.

Partecipativa:

in cui il paziente sarà in grado di effettuare scelte sulla base di informazioni precise.

In Italia il settore delle scienze della vita – che include l’industria farmaceutica, quella biotecnologica, quella della produzione di dispositivi biomedici e i servizi sanitari – rappresenta uno degli ambiti di valore ad alta tecnologia in cui è specializzato il Paese e può contribuire significativamente allo sviluppo economico nazionale.

Le life science oggi sono sempre più alla ricerca di un approccio multidisciplinare che superi la medicina tradizionale, con la collaborazione fra medici, matematici, bioinformatici, per aumentare la conoscenza dei legami tra DNA, stili di vita, ambiente e malattie.

Il settore delle scienze della vita è ai primi posti in Italia per competitività, produttività e investimenti in R&S, e rappresenta un ecosistema attivo e dinamico, in grado di rispondere con prontezza alle sfide economiche e tecnologiche del mercato dove crescita e innovazione vanno di pari passo.

 

I numeri della filiera life science

  Pharma Biotech Dispositivi medici
Numero di imprese 291 696 3.957
Valore della produzione (mld €) 32,2 12,1 11,4
Investimenti in R&S (mld €) 1,65 2,3 2,2
Numero di addetti 66.500 13.313 76.400

Fonte: elaborazione The Europea House–Ambrosetti su dati Farmindustria, Assobiotec e Confindustria Dispositivi Medici, 2019 e BioinItaly report 2020

 

Biotech

Infografica 2020

L’industria biotech italiana, dopo aver attraversato un periodo di forte crescita grazie all’eccellenza scientifica sviluppata nel perimetro accademico e industriale e alla capacità delle aziende del settore di assorbire le innovazioni e sviluppare nuovi prodotti e tecnologie promettenti, si è oggi stabilizzata a livello di numerosità di imprese: 696 imprese in totale delle quali 344 nell’ambito del Red Biotech e rappresentando circa la metà delle imprese biotech italiane (49%).

Il comparto salute genera una quota preponderante del fatturato, corrispondente a oltre 9 miliardi (75% del totale) determina la maggior parte degli investimenti complessivi in R&S (91%) ed occupa oltre il 75% degli addetti alla R&S biotech in Italia.

Le imprese dedicate alla R&S biotech ovvero che impegnano il 75% o più dei propri costi di ricerca intra-muros in attività biotech, sono 208, di cui il 92% è a capitale italiano: un dato che evidenzia come le biotecnologie abbiano aperto importanti opportunità nella fase della ricerca early-stage all’interno della filiera farmaceutica.

Sono 375 i progetti di nuovi terapeutici allo studio in Italia da parte di imprese biotech a capitale italiano: 131 circa in fase di discovery, 171 in fase di sviluppo preclinico e 73 in sviluppo clinico (14% in Fase I, 11% in Fase II e 5% in Fase III). Il biotech italiano investe fortemente su quelle patologie che non trovano ancora risposte terapeutiche adeguate. L’interesse della ricerca biotech nazionale è fortemente orientato

alla messa a punto di soluzioni terapeutiche per l’oncologia. Il 2019 ha visto un grande sviluppo di prodotti in sperimentazione e sviluppo anche nell’area delle malattie infettive. Di rilievo anche l’attenzione per i prodotti diagnostici: nel complesso delle imprese biotech italiane, ben 199 sviluppano prodotti e servizi diagnostici per la salute umana.

 

Dispositivi medici

Dispositivi MediciIl comparto biomedicale identifica qualsiasi tecnologia (dispositivi medici, mezzi diagnostici in vitro, apparecchiature di imaging o dispositivi di e-health) utilizzata per diagnosticare, monitorare, valutare predisposizioni e/o pazienti affetti da una vasta gamma di sintomatologie e patologie.

È un settore ad alto contenuto di tecnologia e ricerca, le cui potenzialità sono mediamente poco note all’opinione pubblica nazionale: eppure, l’Italia è all’avanguardia dal punto di vista tecnologico e può contare su realtà produttive d’eccellenza.

Il biomedicale comprende 3.957 aziende, il 95% delle quali classificate come PMI, delle quali circa 2.100 sono impegnate nella produzione, circa 1.660 nella distribuzione e circa 200 offrono servizi. Il comparto occupa complessivamente circa 76.400 addetti (12% del totale degli addetti a livello europeo), di cui circa 9.200 sono occupati nella R&S.

L’industria dei dispositivi medici nel 2018 ha avuto un fatturato di 11,4 miliardi di euro e un valore dell’export pari a 5,1 miliardi di euro, in crescita del 4,7% rispetto all’anno precedente. Il settore ha investito in R&S nel 2017 circa 2,2 miliardi di euro.

 

Pharma

PharmaL’industria farmaceutica in Italia è uno dei settori trainanti del Paese ed è leader nazionale in termini di competitività, produttività e investimenti in R&S.

Costituita da 291 imprese, l’industria farmaceutica italiana nel 2018 ha raggiunto il record storico per valore della produzione, pari a 32,2 miliardi di euro, con una crescita del 3,2% rispetto all’anno precedente, che conferma il posizionamento dell’Italia come primo Paese in Europa.

La crescita è stata accompagnata da un incremento degli occupati, che sono cresciuti dell’1,7% nell’ultimo anno, raggiungendo quota 66.500 addetti.

Anche l’export, con 26 miliardi di euro, è in crescita nel 2018 del 4,7% rispetto al 2017. Un risultato particolarmente significativo per questo comparto che esporta all’estero l’80% dei prodotti realizzati.

Anche in tema di Ricerca & Sviluppo il settore farmaceutico italiano investe in 1,65 miliardi di euro, in aumento del 7,8% rispetto al 2017 e del 35% negli ultimi 5 anni. Questo incremento si è tradotto in una crescita significativa degli addetti alla R&S, aumentati del 3,1%, fino a raggiungere le 6.600 unità.

 

Servizi sanitari

Servizio SanitarioI servizi sanitari, parte integrante del settore delle life science, includono i servizi ospedalieri, pubblici e privati, le prestazioni specialistiche e ambulatoriali e i servizi sociosanitari a prevalente componente sociosanitaria. Il valore di produzione a livello nazionale è di circa 127 miliardi di euro (+4,4% rispetto all’anno precedente).

Gli addetti di questo comparto sono complessivamente circa 1,4 milioni, dato sostanzialmente invariato rispetto al precedente: i dipendenti diretti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sono scesi a 648.000, mentre restano pressoché invariate le 55.000 unità di personale convenzionato (medici di medicina generale e pediatri di libera scelta).

Bisogna poi aggiungere i dipendenti dell’ospedalità privata, circa 120.000 e coloro che lavorano negli ambulatori, nei laboratori medici, negli studi odontoiatrici, nei servizi residenziali e domiciliari erogati in ambito sociosanitario (circa 600.000 occupati).

I Servizi sanitari rappresentano un comparto di lavoro altamente qualificato: il SSN impiega oltre 246.000 laureati, pari al 37% dei dipendenti dello stesso SSN e al 22% dei laureati totali della pubblica amministrazione italiana, posizionandosi al secondo posto dopo la scuola (circa 469.000 laureati).

Inoltre rappresentano una tradizionale area d’impiego femminile in un Paese dove la disuguaglianza di genere sul lavoro è spesso importante. Nel SSN l’occupazione femminile raggiunge il 65%, contro una quota riferibile all’intero settore pubblico pari al 56% e a una media nazionale di occupazione femminile pari al 47.2%.