Ricercatori da tutta Europa in visita alla Piattaforma Scienze della Vita dell’Emilia-Romagna

Lo scorso mese una delegazione europea formata da cluster manager e ricercatori del settore life sciences provenienti da Germania, Francia, Slovacchia, Polonia e Lituania ha visitato la Piattaforma Scienze della Vita della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna, elemento chiave dell’ecosistema regionale dell’innovazione su questo specifico settore.

La study visit si inserisce nel progetto europeo ELISE – European Life Science Ecosystem che favorisce lo scambio di buone pratiche per facilitare l’aggregazione di competenze e la convergenza degli interessi di tutti i soggetti coinvolti – ricerca, imprese, istituzioni locali, pazienti e professionisti – creando ecosistemi armonici ed efficaci su scala locale capaci di integrarsi a livello europeo massimizzando l’internazionalizzazione e la competitività del settore a livello globale.

L’appuntamento si è articolato tra Bologna e Modena, illustrando i risultati delle politiche regionali per l’innovazione della Regione Emilia-Romagna che dal 2001 sostiene la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico, mettendo in risalto le realtà che negli anni hanno saputo attuare queste politiche e hanno integrato competenze, infrastrutture e risorse dei diversi attori del sistema.

I delegati europei hanno avuto modo di conoscere da vicino realtà d’eccellenza come l’Istituto Ortopedico Rizzoli, che con le sue attività di ricerca traslazionale ha portato alla clinica tecnologie per la rigenerazione dell’osso e protesi innovative realizzate con stampanti 3D. La Fondazione IRET, che conduce attività di ricerca specialistica dedicata alle malattie neurodegenerative, ha presentato il suo modello organizzativo di Joint Research Lab collegato all’Università di Bologna da cui è nata la start up Transmed Research che offre servizi certificati per il Sistema Sanitario e la ricerca clinica.

Il secondo giorno è avvenuto l’incontro con il Tecnopolo di Mirandola, punto di riferimento in cui imprese e ricercatori esperti lavorano assieme, anche con il supporto di fondi regionali, per accelerare opportunità d’innovazione soprattutto per il distretto biomedicale locale, fortemente danneggiato dall’importante sisma del 2012.  La visita si è conclusa al Centro di Medicina Rigenerativa “S. Ferrari” di Modena, eccellenza mondiale per la rigenerazione dei tessuti epiteliali, dove il modello di collaborazione ricerca-impresa, calato in un contesto favorevole al trasferimento tecnologico, è riuscito ad ottenere per primo al mondo l’approvazione e la registrazione di una terapia avanzata a base di cellule staminali, grazie anche allo spin-off universitario Holostem Terapie Avanzate.

“È interessante vedere come i diversi attori regionali si interfaccino quotidianamente e come appaia semplice questo interscambio. – ha commentato Gudrun Mernitz di BioCon Valley nel nord della Germania – Il successo e la disponibilità all’innovazione apparentemente non dipendono dal denaro, ma soprattutto dalla mentalità.”

La delegazione si è data appuntamento in autunno in Francia per approfondire il modello di ecosistema delle scienze della vita della regione Centre-Val de Loire.