L’internazionalizzazione non si improvvisa, serve un piano di medio-lungo termine

Il Gruppo di Lavoro (GdL) Internazionalizzazione di ALISEI ha predisposto un questionario con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulle iniziative dei Soci, sia operanti a livello territoriale o nazionale come elementi di sviluppo territoriale o settoriale sia operanti come attori rilevanti della ricerca pubblica, sulle loro priorità e sugli specifici interessi legati allo sviluppo internazionale, per migliorare la capacità di affiancare dette azioni incanalandone in una cornice strategica complessiva.

Al questionario hanno risposto 11 attori su 20 soci pari al 55% del totale. La maggior parte dei rispondenti (9 su 11) vantano relazioni dirette o con sistemi territoriali o con le singole imprese.

Nel 50% dei casi i rispondenti autofinanziano e cofinanziano le iniziative di internazionalizzazione mentre la tipologia di supporto pubblico appare frammentata comprendendo sia finanziamenti europei (33% dei casi), nazionali/ICE (41% dei casi), regionali (41% dei casi) o da CCIAA (16%). Resta residuale il peso di altre iniziative private (16% dei casi). Nel 50% dei casi i fondi pubblici ricevuti vengono utilizzati per coprire le spese di iscrizione e partecipazione a fiere e di iscrizione partecipazione ad eventi ad hoc, che gli eventi di partnering b2b.

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Le iniziative di internazionalizzazine vengono dirette verso paesi target che nel caso dell’Europa vedono Germania (9 su 11), Regno Unito (9 su 11) e Francia (7 su 11) come i tre obiettivi prioritari. Nel caso dei paesi extra UE al contrario le priorità vengono date agli Usa (11/11) e alla Cina (9/11) seguite da Israele, Corea del Sud e Canada (5/11).

Analizzando gli eventi di cui i soci hanno indicato come di maggiore di interesse, questi ricalcano le priorità in termini di mercati target: Bioeurope 2016 (66,67% dei rispondenti), Bio US 2017 (58,33% dei rispondenti), Medtec Europe 2017 (58,33% dei rispondenti) e  Bioeurope spring 2017 (50% dei rispondenti).

Dal questionario è emerso che la mancanza in molti casi di un piano di internazionalizzazione deve essere un elemento di riflessione condiviso: il tema non può essere approcciato sulla base di singole opportunità ma, se si intende sfruttare i percorsi di internazionalizzazione per azioni di posizionamento complessivo del sistema paese, occorre impostare un approccio strategico di almeno medio periodo.

 

Leggi la nota sintetica sull’ indagine sulle iniziative di internazionalizzazione dei soci