La pandemia ci ha costretto a ripensare a una nuova politica del farmaco

Intervista Enrique Hausermann, presidente Egualia.

Il Presidente Egualia Enrique Hausermann OK Primo Piano

Egualia è entrata a far parte del Cluster ALISEI da pochi giorni. Perché questa scelta e quali sono le vostre aspettative?

La pandemia da Coronavirus ci ha costretti a fronteggiare un’emergenza sanitaria, sociale ed economica inattesa e dalla portata dirompente, ponendoci brutalmente di fronte alle debolezze e punti di forza sia del nostro Servizio Sanitario Nazionale sia del nostro sistema industriale. Soprattutto ha messo in luce tutti i problemi legati alla globalizzazione della produzione farmaceutica, di per sé non certamente negativa ma mal governata in questi decenni.

L’Europa si è scoperta ancora troppo dipendente, soprattutto nei momenti critici, da paesi extra-europei per l’approvvigionamento delle sostanze intermedie per sintetizzare i principi attivi e quindi produrre i farmaci. L’obiettivo individuato dall’Ue è dunque quello di garantire alle industrie dell’Unione la possibilità di disporre di intermedi e principi attivi in modo continuativo. E il progetto portato avanti da Alisei per il reshoring di impianti produttivi destinati a farmaci e principi attivi farmaceutici in Italia, cui abbiamo aderito con convinzione, va proprio in questa direzione.

L’attenzione posta da Alisei su questo tema al centro del nostro manifesto per una nuova politica industriale del farmaco ci ha convinti e ci attendiamo molto dalla capacità aggregativa che il Cluster è in grado di attivare.

Egualia rappresenta oltre il 95% delle imprese produttrici di farmaci generici. Quale potrà essere il valore aggiunto che potrete portare ad ALISEI?

La solidità e il “saper fare” di un pezzo essenziale dell’industria farmaceutica italiana ed europea, con una esperienza trentennale nel settore dei farmaci equivalenti e biosimilari che persegue da sempre una mission fondamentale: quella di rendere accessibili le cure farmacologiche a una platea sempre più ampia di pazienti, unendo intelligenza, scienza, sostenibilità.

È una condizione che ritengo essenziale per assicurare progresso e futuro al Paese.

ALISEI è un network che vede coinvolti tutti i principali attori del settore delle life science in Italia. Quali pensa siano i punti forti e le debolezze del comparto della salute nel nostro Paese?

Punti di forza non solo del comparto salute, bensì dell’intero Paese sono le eccellenze di cui l’Italia può andare orgogliosa e che è capace di esprime in tutti i settori.

La debolezza più grave è rappresentata dalla cronica incapacità di metterle a sistema, disperdendo spesso risorse e opportunità fondamentali di crescita. Il periodo storico che nostro malgrado stiamo vivendo rappresenta proprio una di queste opportunità.

Oggi abbiamo la possibilità di investire in progetti strategici per il Paese, attraverso le risorse che arriveranno con il Recovery Fund: per la prima volta potremo finalmente programmare quegli investimenti che il nostro Servizio Sanitario Nazionale aspetta da anni, sulle strutture, sul personale, per la digitalizzazione e sulle politiche del farmaco. Insomma, possiamo finalmente investire sul futuro.

Per quanto riguarda in particolare l’industria farmaceutica è necessario ripensare la struttura distributiva, riflettere sul concetto di globalizzazione della produzione farmaceutica, trovare soluzioni ai rischi legati alla mancanza di prodotti in caso di crisi. E dobbiamo infine pensare a nuovi modelli di approvvigionamento pubblico dei farmaci perché non può e non potrà esserci sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale senza garantire sostenibilità alle imprese che lo riforniscono dei prodotti essenziali alla prosecuzione delle sue attività.

Con il Covid-19 tutto il settore delle life science è sotto tensione. Quale è il vostro ruolo nella risposta alla pandemia?

Sin dall’inizio dell’emergenza tutte le nostre aziende sono scese in campo per garantire l’approvvigionamento di farmaci essenziali: oltre il 70% dei farmaci utilizzati per gestire i pazienti ricoverati nelle terapie intensive è rappresentato da farmaci generici – equivalenti.

Siamo riusciti a garantire le forniture dei farmaci richiesti grazie all’impegno generoso e assoluto di tutti gli addetti delle nostre aziende, che realizzato una un’attività corale lavorando sempre fianco a fianco delle Istituzioni e in totale sinergia con AIFA che ha avuto la prontezza si adottare nuove procedure che via via l’emergenza rendeva necessarie.

La sinergia che si è creata, come raramente accade fra pubblico e privato, ha garantito una grande efficienza, senza la quale il Sistema sanitario non avrebbe tenuto.