La competitività della filiera farmaceutica al centro della ripresa italiana

Il Cluster Tecnologico Nazionale Scienze della Vita Alisei presenta un piano da 1,5 miliardi di euro

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L’abbiamo scoperto durante la prima ondata della pandemia ma lo sapevamo già da tempo: aumentare l’indipendenza per le forniture di prodotti sanitari è strategico per lo sviluppo di tutta l’Unione Europea, che deve ancor di più rafforzarsi verso le altre macro aree mondiali, quali Cina, India, USA. E questo anche se l’industria farmaceutica continua a dimostrarsi uno dei settori di forza dell’industria in Italia, sia nella produzione di medicinali che in quella dei principi attivi. Il made in Italy può competere a livello globale e con nuovi investimenti. L’Italia infatti potrebbe potenziare e portare nel territorio europeo la produzione di farmaci e principi attivi farmaceutici, sia nuovi sia quelli che oggi sono prodotti totalmente o in larga parte al di fuori dei confini UE (reshoring), e quindi contribuire alla resilienza del nostro sistema sanitario e all’autonomia strategica dell’Europa.

 

Il Cluster Tecnologico Nazionale Scienze della Vita Alisei sta lavorando in questo senso con Farmindustria, Egualia e Federchimica Aschimfarma, con un progetto da inserire nel quadro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Si tratta di un progetto di ampliamento e modernizzazione di impianti per la produzione sia di farmaci che di principi attivi, sulla base di una mappatura delle capacità produttive esistenti in Italia, delle potenzialità di nuove attività produttive e delle possibili carenze a livello nazionale ed europeo. Gli investimenti servirebbero oltre che per potenziare la produzione (in termini quantitativi e qualitativi) anche per innovare i processi produttivi, in termini di ottimizzazione dei processi e riduzione dell’impatto ambientale, rispondendo quindi anche alle priorità ambientali del piano Next Generation UE.

 

Sono tante le aziende della filiera farmaceutica in Italia che hanno aderito al progetto, con oltre 60 possibili progetti distribuiti al Nord, al Centro e al Sud, e sono pronte a investire rapidamente circa 1,5 miliardi di euro, con un potenziale occupazionale di 11 mila addetti complessivamente in più, a fronte di una parte di finanziamento pubblico e di altre misure di sostegno. Gli interventi per l’ampliamento di impianti esistenti e la creazione di nuovi impianti mirano ad aumentare il potenziale di crescita delle aziende ed i posti di lavoro: l’industria farmaceutica è il comparto che negli ultimi 5 anni ha incrementato più di tutti l’occupazione nel Paese. Da una indagine condotta nello svolgimento del progetto, è risultato anche che l’industria farmaceutica in Italia ha la più alta presenza di competenze e tecnologie tra i Paesi europei per la produzione di medicinali e principi attivi di maggiore consumo.

 

Questo progetto di investimento può rafforzare ulteriormente la competitività della nostra filiera farmaceutica a fronte di una concorrenza a livello globale sempre più agguerrita a causa dei considerevoli programmi di sostegno che altri paesi hanno messo in campo per la loro industria nazionale. A titolo di esempio la Francia nel piano France Relance ha dedicato 720 milioni di Euro per la relocalizzazione ed il potenziamento sul territorio francese di attività produttive strategiche quali quelle farmaceutiche.

Da sottolineare che la realizzazione e la messa in funzione degli impianti in tempi stabiliti e rapidi, così come la sostenibilità di medio-lungo periodo dell’investimento, saranno fattori cruciali per il successo del progetto, quindi si dovrà garantire che la rapidità delle procedure autorizzative rappresenti un fattore competitivo nella fase di attuazione degli investimenti insieme a una gestione della spesa compatibile con la crescita delle Aziende. 

 

L’Italia non può sprecare l’opportunità storica rappresentata dal Next Generation EU e deve presentare progetti d’investimento che garantiscano davvero crescita e nuova occupazione”, afferma Diana Bracco, Presidente del Cluster Tecnologico Nazionale Scienze della Vita Alisei. “A questo riguardo abbiamo messo a punto come Cluster Alisei un importante iniziativa di sviluppo industriale, che mira a potenziare la produzione in Italia di farmaci e principi attivi farmaceutici e contribuisce a rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa in un settore così importante per la salute dei cittadini. Il nostro progetto, che avrebbe un positivo impatto occupazionale si inserisce perfettamente nelle priorità europee.  I rischi derivanti dalla mancanza di un’autonomia europea nella produzione dei medicinali sono stati sottolineati dalla Strategia Europea per i farmaci adottata in autunno dalla Commissione Europea e sono l’oggetto di una Risoluzione della Commissione Ambiente e Salute pubblica del Parlamento Europeo”. 

 

L’esperienza del COVID19 – precisa Massimo Scaccabarozzi, Presidente Farmindustriaconferma la strategicità dell’industria farmaceutica. Le imprese del farmaco hanno piani di investimenti aggiuntivi per oltre 4 miliardi in tre anni, dei quali 1,5 in produzione di farmaci sia nuovi, sia di uso consolidato. Progetti attuabili rapidamente e che prevedono partnership pubblico-privato, aumento dell’occupazione, nuovi profili professionali, uso del digitale, sostenibilità ambientale. Il PNRR intende potenziare le filiere strategiche e innovative e la farmaceutica è certamente tra queste. Per questo crediamo che gli strumenti attuativi del #NextGenerationItaly debbano dare il giusto spazio alla farmaceutica e siamo pronti a lavorare con le Istituzioni per la crescita del Paese.”

 

L’obiettivo – ha commentato Enrique Häusermann, Presidente Egualiaè rendere la nostra industria capace di competere ad armi pari con i grandi hub produttivi extra-europei. I progetti approntati dalle nostre aziende, fortemente tarati sulle tecnologie in chiave Industria 4.0. e orientati sia all’upgrading di impianti esistenti che alla costruzione di nuovi siti, per un totale di oltre 250 milioni di potenziali progetti di investimento, vanno esattamente in questa direzione”.

 

Federchimica Aschimfarma, in rappresentanza dei produttori italiani di principi attivi farmaceutici – ha aggiunto Paolo Russolo Presidente dell’associazione- è pronta a partecipare attivamente al progetto e ritiene importante, per il successo dell’iniziativa, l’identificazione, da parte delle Agenzie europee, dei principi attivi su cui produttori ed enti regolatori debbano concentrarsi efficacemente”.