Intelligent Imaging: Beyond the Future and Back to Mind

A Expo 2020 Dubai Bracco Imaging e il Centro Diagnostico Italiano presentano le ultime applicazioni dell’intelligenza artificiale nella diagnostica per immagini.

BRACCO Workshop Orario Ita

Intelligent Imaging: Beyond the Future and Back to Mind

In occasione di “Health & Wellness Week” di Expo 2020 Dubai, il Gruppo Bracco, in qualità di Official Gold Sponsor del Padiglione Italia, presso l’anfiteatro del Padiglione Italia, ha presentato il 1 febbraio 2022 le ultime applicazioni dell’intelligenza artificiale in campo medico-scientifico con il forum Intelligent Imaging: Beyond the Future and Back to Mind”.

Grazie a un parterre di speakers di fama internazionale, Bracco Imaging e il Centro Diagnostico Italiano (CDI) espongono il percorso con il quale sono giunti alle conclusioni del progetto “AI-for-COVID” che rappresenta non solo un connubio tra tecnologia e medicina, con l’auspicio di creare un approccio terapeutico personalizzato per ciascun paziente affetto da Covid-19. 

Il progetto è frutto del lavoro svolto durante l’emergenza sanitaria da Covid-19 nel corso della quale il Centro Diagnostico Italiano ha valorizzato e accelerato i processi dell’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale e big-data nella diagnostica per immagini.  

“L’imaging radiologico sta giocando un ruolo cruciale nella diagnosi dei pazienti con COVID-19 e nella determinazione delle opzioni di trattamento. In effetti, quello che abbiamo fatto è stato reclutare la Radiomica (che, insieme alla Genomica, rappresenta la nuova frontiera della medicina personalizzata) nella battaglia contro questa terribile pandemia, mettendo a disposizione di tutti i medici e gli ospedali dati preziosi. La diagnostica per immagini genera un vasto volume di dati che, grazie alla potenza dell’intelligenza artificiale, possono essere correlati allo sviluppo clinico e al decorso della malattia”. Spiega il dott. Sergio Papa, Direttore della diagnostica per immagini del CDI “Il nostro progetto AI-for-COVID – aggiunge – ha dato un nuovo impulso alla nostra ricerca sulla patologia causata da COVID-19, con particolare riguardo ai danni che provoca ai polmoni, e ci sta aiutando ad attuare misure mirate per i pazienti le cui condizioni preesistenti li rendono più suscettibili agli effetti deleteri della malattia”.

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Al forum, moderato da Federico Ferrazza, Direttore di Wired Italia, sono intervenuti: Dr. Charles Kahn, Professore and Vice Presidente del Dipartimento di Radiologia all’Università della Pennsylvania e Direttore della più autorevole rivista scientifica “Radiology:Artificial Intelligence”;

Dr. Lorenzo Preda, Professore ordinario di Radiologia presso l’Università di Pavia e responsabile della Divisione di Radiologia presso l’IRCCS Fondazione Policlinico San Matteo; 

Dr. Isabella Castiglioni, Professoressa Ordinaria di Fisica medica e machine learning all’Università degli studi di Milano-Bicocca e co-fondatrice e Presidente Onorario della startup DeepTrace Technology; 

Dr. Marco Alì, Research Operation Manager press CDI e Scientific Advisor per Bracco Imaging;

Dr. Giovanni Valbusa, Project Manager R&D Bracco Imaging. Bracco Imaging è l’organo centrale dello sviluppo dello studio Ai-for-COVID.

Per il Dr. Charles Kahn, Professore and Vicepresidente del Dipartimento di Radiologia all’Università della Pennsylvania, “L’intelligenza artificiale può aiutare ad aggiungere valore alla radiologia diagnostica durante tutto il processo di consultazione.  L’IA può aiutare a selezionare l’esame più appropriato, ottimizzare il modo in cui l’esame viene eseguito e migliorare la qualità dell’immagine. I radiologi possono applicare i sistemi di IA per rilevare le anomalie, formulare una diagnosi e fornire raccomandazioni per il follow-up”. 

Il Dr. Lorenzo Preda Professore ordinario di Radiologia presso l’Università di Pavia e responsabile della Divisione di Radiologia presso l’IRCCS Fondazione Policlinico San Matteo, nel suo intervento ha fornito una panoramica dell’impatto della rivoluzione dell’intelligenza artificiale sull’imaging diagnostico da un punto di vista clinico e pratico, esplorando non solo il “lato positivo” ma anche le sue ombre. 

La Dr.sa Isabella Castiglioni, Professoressa Ordinaria di Fisica medica e machine learning all’Università degli studi di Milano-Bicocca e co-fondatrice e Presidente Onorario della startup DeepTrace Technology, ha presentato un avanzamento sullo stato dei lavori nell’ultimo decennio in merito all’intelligenza artificiale. “Oggi gli algoritmi di intelligenza artificiale – spiega – sono in grado di estrarre un grande numero di caratteristiche quantitative dalle immagini mediche, spesso invisibili ad occhio nudo, e di associarle a dati clinici per informare i medici sulla diagnosi, prognosi e risposta alle terapie. Tuttavia, questi tool sono sviluppati per la maggior parte come strumenti di ricerca e il passaggio per diventare dispositivi medici, obbligatorio per portarli al paziente, è a tutti gli effetti una sfida complessa. Dal disegno alla progettazione, sviluppo e produzione i software medicali di intelligenza artificiale devono intraprendere un percorso di compliance alle normative oggi simili a quello di un farmaco”. “Il Centro Diagnostico italiano, in collaborazione con la start up DeepTrace Technologies, spin off della Scuola Universitaria degli Studi di Pavia –  specifica la professoressa Castiglioni – ha compiuto questo passaggio importante e può oggi raccontare la sua esperienza relativa alla “memory clinic”, un percorso di medicina personalizzata predittiva delle malattie neurodegenerative che assiste il neurologo con la decisione informata di un dispositivo medico di intelligenza artificiale marcato CE”.

Per il Dr. Marco Alì, Research Operation Manager at CDI “Nel 2020 l’Italia è stato il primo paese occidentale colpito dalla pandemia cambiando la vita di ognuno di noi. Di fronte a questa emergenza, il CDI Centro Diagnostico Italiano, insieme a Bracco Imaging ed importanti ospedali e centri di ricerca italiani, ha deciso di scendere in campo per migliorare la vita delle persone colpite dalla malattia. Attraverso un progetto scientifico nazionale e multicentrico, abbiamo applicato l’AI alle immagini radiologiche ed i dati clinici dei pazienti infetti al fine di poter predire l’evoluzione della patologia. Questo per due ragioni, migliorare le cure attraverso dei trattamenti tempestivi e personalizzati, ed ottimizzare le risorse a disposizione”. 

Al centro dell’intervento del Dr. Giovanni Valbusa, Project Manager R&D Bracco Imaging, come l’IA pervada oggi la nostra vita quotidiana. “Innumerevoli esempi, dal riconoscimento facciale, al trading automatico, alle applicazioni per smartphone, alle applicazioni di sicurezza, ai videogiochi e fino alle auto a guida autonoma, dimostrano che l’AI è utile e può creare business. Molte applicazioni hanno a che fare con le immagini e così, in un’epoca in cui i radiologi lottano per soddisfare la crescente domanda di esami, ci si aspetterebbe che l’AI giocasse un ruolo importante nell’imaging biomedico. L’AI, invece, sta ancora lottando per trovare il suo posto nei reparti di radiologia. L’IA usata per la sanità è diversa dall’IA usata per altre applicazioni meno critiche dal punto di vista legale, etico, tecnico e logistico”.