Il ruolo del biotech nella lotta al Covid-19

Presentato un sondaggio che evidenzia il ruolo del comparto delle biotecnologie nella lotta al virus.

Biotecnologie

Nel mese di aprile Assobiotec ha realizzato un sondaggio finalizzato a indagare il ruolo che il biotech sta giocando nella battaglia globale contro la pandemia e che tipo di impatto ha avuto la diffusione del virus SARS-CoV-2 sul comparto biotech nazionale.

I risultati, presentati in anteprima nella conferenza stampa del 13 maggio, mostrano un importante coinvolgimento delle imprese presenti sul nostro territorio nella ricerca e nella produzione di soluzioni contro il virus (57% del campione) con particolare riferimento all’area della diagnostica (44%) e della ricerca di terapeutici (34%). Solo il 7% dichiara invece di essere impegnato nella ricerca di un vaccino.

Significativo è l’effetto che la pandemia e il lockdown hanno avuto e continuano ad avere sul comparto: sebbene il 60% del campione indichi di continuare a portare avanti il proprio business, anche se in modalità differente, il 40% si è vista costretta a ridimensionare (29%) o bloccare (11%) la propria attività. A soffrire in particolare le realtà a capitale italiano che nel 13% dei casi hanno dovuto bloccare totalmente le attività in corso, mentre le imprese con headquarter estero sono riuscite tutte a proseguire le attività (dato imputabile al fatto che queste realtà svolgono in prevalenza attività più vicine al mercato e sono dunque meno esposte ad attività ad alto rischio di R&S).

Tante e differenti le difficoltà operative incontrate fra carenza di clienti (32%), logistica (29%) e crisi di liquidità (25%). Carenza di budget (36%), inaccessibilità dei laboratori e sospensione delle attività di arruolamento di pazienti negli studi clinici (21%), mancanza di materiali (19%) sono invece i principali fattori alla base di un rallentamento generale delle attività di R&S.

E alla domanda “Superata l’emergenza, se dovesse indicare 2 priorità sulle quali le Istituzioni dovrebbero lavorare per permettere alla sua impresa di svilupparsi            e di affrontare meglio sfide future come questa?” Quasi la metà delle imprese italiane ha risposto che è urgente individuare un piano di lungo periodo per la Ricerca e l’Innovazione (42%) così come allocare più investimenti in R&S (41%), mentre le imprese a capitale estero chiedono minore burocrazia (28%) e l’individuazione di un pacchetto di sgravi fiscali (14%).

Nel corso della conferenza stampa è stato presentato anche il nuovo rapporto su “Le imprese di biotecnologie in Italia”, realizzato grazie all’ormai consolidata collaborazione tra Assobiotec ed ENEA, fotografa un settore industriale che registra un incremento di tutti i principali indicatori economici e con un numero di imprese che si attesta stabilmente attorno alle 700 unità.

Scarica i dati del sondaggio.

Scarica il BioinItaly report.