È nata l’iniziativa internazionale “COVID-19 Mass Spectrometry Coalition”

La rete internazionale si presenta in una lettera su The Lancet. Il network italiano guidato da Andrea Armirotti di IIT.

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Questa iniziativa, ideata da Perdita Barran, all’Università di Manchester, è cresciuta in un solo mese fino a diventare una rete di oltre 500 laboratori in tutto il mondo. – spiega Andrea Armirotti, Responsabile del laboratorio di Chimica Analitica dell’IIT, che si è impegnato in prima persona per coinvolgere i colleghi italiani nel network internazionale – La rete italiana è nata nel giro di meno di due settimane, su iniziativa dell’IIT“.

La “COVID-19 Mass Spectrometry Coalition” è stata istituita nell’aprile 2020.

La coalizione è rappresentata da una rete di oltre 500 laboratori di spettrometria di massa (SM) in tutto il mondo. La SM è la tecnica analitica più potente e diffusa utilizzata nella ricerca biomedica, nella diagnostica e nello sviluppo di farmaci. Tra questi laboratori, che appartengono ai maggiori centri di ricerca e università del mondo, c’è anche il “Gruppo italiano COVID19 MS coalition“, che attualmente coinvolge 15 laboratori di varie università e centri di ricerca italiani, tra cui IIT, che ha coordinato e promosso la formazione della rete italiana. In Italia alcuni membri sono CNRIstituto GasliniIstituto Mario NegriUniversità di TorinoUniversità di VeronaUniversità di FirenzeUniversità di BolognaIstituto Zooprofilattico a Torino e Università San Raffaele a Milano.

Lo scopo della rete è sostenere la ricerca sull’attuale pandemia (e altre future esigenze) condividendo apertamente risorse, metodi e dati. Alcune delle aree in cui la Spettrometria di Massa può generare informazioni vitali sono: la composizione strutturale del virus, i biomarcatori di esposizione, il rilevamento di materiale virale direttamente dalle superfici e molti altri. Il gruppo italiano è già al lavoro, scambiando idee e informazioni. Alcuni laboratori stanno già svolgendo attività sperimentali su COVID-19. Il Gruppo è immediatamente disponibile a collaborare con qualsiasi entità istituzionale che desideri interagire con i rispettivi laboratori e Istituti. Ulteriori informazioni, nonché l’elenco di tutti i laboratori partecipanti, sono disponibili sul sito www.imass.it.

E proprio ieri è stato pubblicata su The Lancet una lettera  che il gruppo internazionale “COVID-19 Mass Spectrometry Coalition” ha scritto per spiegare il loro impegno contro il virus SARS-COV-2. La spettrometria di massa può generare migliaia di dati su un singolo esperimento. Si pensi alla proteomica, dove un esperimento medio può misurare con facilità 5.000 proteine ​all’interno di un singolo campione.

Si prevede che l’emergenza COVID19 produrrà Petabyte di dati su molti aspetti diversi di questa pandemia. Qual è la struttura chimica precisa del virus? Possiamo identificare dei biomarcatori dell’esposizione in circolazione nell’ospite (noi umani)? E usarli per prevedere l’esito clinico? Possiamo quantificare il virus residuo sulle superfici? Queste domande sono solo alcuni esempi del tipo di risposte che la spettrometria di massa può fornire. I 15 laboratori della rete italiana hanno già deciso di condividere campioni e dati e di condividere gli sforzi analitici. Stanno già lavorando insieme al primo progetto scientifico su COVID19. Il compito del coordinamento italiano è, oltre a rimanere in contatto con la Coalizione mondiale, quello di assicurarsi che tutti i laboratori italiani forniscano i loro contributi con una sovrapposizione minima o nulla tra loro.