COVID-19: piattaforma di BiOMViS si dimostra efficace nella ricerca di un possibile vaccino

La start-up biotech, affiliata alla Fondazione Toscana Life Sciences, sta testando la sua piattaforma con primi risultati positivi. 

BiOMViS srl, realtà nata nel 2017 e affiliata a Fondazione Toscana Life Sciences (TLS), ha annunciato risultati incoraggianti sulla strada verso un vaccino contro coronavirus SARS-CoV-2, ottenuti grazie alla sua piattaforma tecnologica basata sulle Vescicole di Membrana Esterna dei batteri Gram-negativi (OMVs). Le OMVs sono particelle sferiche rilasciate dai batteri Gram-negativi le cui caratteristiche peculiari le rendono potenzialmente adatte allo sviluppo di vaccini. L’azienda, che detiene un “know-how” consolidato sulla tecnologia OMVs, è da tempo impegnata nello sviluppo di vaccini contro importanti batteri patogeni e di vaccini anti-tumorali personalizzati.

In questi mesi di emergenza globale causata dal diffondersi del virus, l’azienda ha deciso di testare la propria piattaforma in collaborazione con i team del Prof. Guido Grandi e del Prof. Massimo Pizzato del Dipartimento CIBIO (Centre for integrative biology) dell’Università di Trento.

Presso CIBIO è stato messo a punto un sistema in vitro di infezione cellulare che utilizza uno “pseudo-virus”, che contiene la stessa proteina (Proteina S o “Spike”) di SARS-CoV-2. Questo Pseudo-virus, completamente innocuo in quanto privato del suo corredo genetico, è in grado di essere internalizzato da cellule in coltura grazie all’interazione della proteina S con il suo recettore cellulare (ACE-2). Questo sistema in vitro è ideale per verificare in tempi rapidi la capacità di un potenziale vaccino di indurre la produzione di anticorpi capaci di neutralizzare l’ingresso del virus nelle cellule. BiOMViS ha messo a  disposizione la piattaforma, già consolidata in altri ambiti, per testarla anche su questo nuovo fronte, verificando se OMVs, opportunamente modificate geneticamente,  riescono a generare una risposta immunitaria neutralizzante, cioè in grado di bloccare l’ingresso del virus all’interno della cellula. I test hanno dimostrato che è possibile.

L’approccio e i risultati – Indicativamente nell’ultimo mese e mezzo, i ricercatori BiOMViS e CIBIO hanno creato le prime vescicole ingegnerizzate (decorate con i vari antigeni di Coronavirus) per poi passare al processo di immunizzazione in un modello murino. I primi test hanno mostrato che l’immunizzazione non solo induce la produzione di anticorpi contro gli antigeni virali ma anche che, sulla base del saggio in vitro basato su pseudo-virus,  tali anticorpi hanno potenzialità neutralizzante.

“Al momento stiamo cercando di ottimizzare le formulazioni ottenute in questo mese e mezzo di lavoro allo scopo di ottenere OMVs capaci di stimolare titoli ottimali di anticorpi neutralizzanti. Siamo comunque fiduciosi perché la nostra piattaforma ha dimostrato efficacia e presenta caratteristiche importanti come la flessibilità del modello, la scalabilità e i costi contenuti – precisa Alberto Grandi, Senior Scientist presso Toscana Life Sciences e Chief Scientific Officer di BiOMViS – Quando questa attività di ottimizzazione sarà completata, presumibilmente nei prossimi due-tre mesi, Biomvis dovrà necessariamente collaborare con un partner industriale che possa portare avanti lo sviluppo del prodotto ed i test sull’uomo”. 

La piattaforma OMV presenta vantaggi importanti. Innanzitutto la rapidità con cui le OMV possono essere “ingegnerizzate” con antigeni eterologhi. Quindi l’elevato potere adiuvante in grado di stimolare in modo appropriato il sistema immunitario. Infine, la semplicità e l’economicità del processo di produzione. In generale, si tratta di una piattaforma molto flessibile che dà la possibilità di modulare velocemente il vaccino ottenuto adattandolo a eventuali altre varianti dello stesso virus, un aspetto di particolare rilievo in considerazione della propensità del Coronavirus (un virus a RNA) a mutare nel tempo, consentendogli anche rapidi passaggi di specie.

“I risultati raggiunti oggi dal team di BiOMViS non fanno che dimostrare l’importanza della ricerca scientifica svolta in collaborazione e sinergia con partner strategici – afferma Andrea Paolini, direttore generale di Toscana Life Sciences – Nella speranza che questo possa segnare un balzo in avanti nella ricerca di un vaccino contro SARS-CoV-2, siamo comunque consapevoli che si tratta di un grande risultato per una delle startup del nostro bioincubatore, nel poter ampliare il proprio intervento di ricerca anche all’ambito della virologia”.