#SpecialeAssemblea. Nuovo Piano strategico, le considerazioni della Commissione Direttiva

Abbiamo chiesto alla Presidente di ALISEI e ad alcuni membri della Commissione Direttiva un breve commento al nuovo Piano strategico approvato dall’Assemblea del Cluster Alisei il 27 aprile scorso.

Presidente Diana Bracco

“Quali sono secondo lei gli obiettivi che il Cluster ALISEI si pone con questo nuovo Piano Strategico?”

Il nuovo Piano di Sviluppo Strategico 2017-2020 ha l’obiettivo di far diventare il Cluster un grande motore dell’innovazione italiana nel settore delle Scienze della Vita, favorendo sempre di più nuove occasioni di collaborazione e di business tra pubblico e privato.

La sfida che ALISEI vuole vincere è di affermarsi quale efficace strumento di bilanciamento, equilibrio e coesione delle diverse realtà regionali che compongono il Cluster. Vogliamo diventare un vero network: una rete di partenariato tra enti pubblici e privati in grado di diffondere, condividere e valorizzare le eccellenze locali. L’Italia, infatti, soffre anche nel settore delle scienze della vita, di eccessiva frammentazione. Diviene quindi strategico creare un eco-sistema capace di sostenere processi di aggregazione e di programmazione congiunta, diffondendo le informazioni e svolgendo un ruolo di connessione con il Piano Nazionale della Ricerca 2015-2020, che rappresenta il contesto nel quale ci si trova a operare.

È necessario anche superare alcune criticità del sistema italiano quali il trasferimento tecnologico e la valorizzazione dei risultati di ricerca. Per fare questo pubblico e privato devono lavorare insieme, condividendo competenze, strumenti e reti. Per affrontare queste criticità, ALISEI sta elaborando una proposta operativa. L’idea che l’innovazione è il frutto di ricerca e che solo su di essa si fonda lo sviluppo deve diventare sempre più prioritaria in Italia. Nello specifico le biotecnologie applicate al settore della salute, come ad esempio la bioinformatica, i medical device e la mini invasività, insieme ad altre traiettorie strategiche, rappresentano una grande opportunità di crescita per il settore delle scienze della vita.

Non solo, l’interazione della moderna scienza degli alimenti e della nutrizione con discipline quali la farmacologia, la medicina o le biotecnologie, è alla base di un nuovo scenario di sfide e opportunità, nell’ambito delle quali si profilano nuove tendenze della ricerca alimentare verso l’utilizzo di strategie sempre più avanzate e innovative.

 

Vice Presidente Filippo Belardelli

“Il nuovo Piano Strategico di ALISEI incentiverà una migliore sinergia tra il mondo delle Istituzioni e il Cluster stesso, inteso come figura di riferimento a livello nazionale dei diversi attori coinvolti del settore della salute. Come potrà tradursi operativamente questa sinergia?”

Viviamo oggi un delicato momento di passaggio verso il formale riconoscimento di un ruolo sempre più importante dei Cluster Tecnologici Nazionali (CTN) come interlocutori principali del MIUR, come anche in generale di tutte le istituzioni coinvolte nello sviluppo di una ricerca nazionale finalizzata allo sviluppo socio-economico del paese. Già il Programma Nazionale della Ricerca 2015-2020 del MIUR prevedeva un forte rafforzamento del ruolo dei CTN; molto di recente, la Ministra On. Valeria Fedeli ha con fermezza ribadito ai presidenti dei CTN la sua ferma volontà di accelerare la pubblicazione del decreto per il riconoscimento formale dei CTN stessi, con pubblicazione di bandi per finanziamenti dedicati a sostenere le loro attività strategiche e specifici progetti di ricerca industriale.

ALISEI, proprio a seguito dell’Assemblea dei soci del 27 aprile, è ora nelle piene condizioni di presentarsi come autorevole interlocutore con il mondo delle istituzioni in virtù delle attività di questi ultimi mesi, tra le quali l’approvazione del nuovo documento condiviso di revisione del Piano Strategico. Il documento stesso sarà materia di confronto e interlocuzione non solo con il MIUR, ma anche con i Ministeri della Salute e dello Sviluppo Economico, come anche con le Regioni e gli altri stakeholder e agenzie interessate allo sviluppo di una ricerca finalizzata e industriale nel settore della salute. Nei prossimi mesi saranno pertanto promossi sempre più incontri con i referenti delle istituzioni sopra indicate per avviare, sulla base del documento approvato e delle priorità in esso contenute, quel necessario confronto in vista dello sviluppo del Piano operativo e dei tanto attesi bandi di finanziamento del MIUR. L’avvio di tali incontri è peraltro strumentale alla stessa funzione di advisory nel settore delle scienze della vita e della salute implicita nel ruolo stesso dato dal MIUR al Cluster Alisei.

 

Eugenio Aringhieri, Commissario in rappresentanza della compagine industriale

Come indicato dal nuovo Piano strategico di ALISEI, quanto può essere di sostegno valorizzare i risultati della ricerca e del trasferimento tecnologico per supportare la competitività delle imprese italiane a livello internazionale?

I progressi della ricerca e delle soluzioni terapeutiche del futuro dipendono in gran parte dal modo di generare innovazione. Le modalità con cui si fa ricerca sono profondamente mutate negli ultimi anni: la ricerca è oggi sempre più orizzontale e collaborativa. Vi è una crescente necessità di “contaminazione”, di integrare tecnologie e competenze di natura diversa per poter generare innovazione. È questa la vera sfida per le aziende che fanno ricerca innovativa. Proprio per questo il processo innovativo si spinge oltre i confini aziendali, per concretizzarsi nella logica della rete: grazie al modello di open innovation l’azienda ha modo di stabilire un dialogo costante con attori più variegati, quali centri di ricerca, università, startup, capaci di portare expertise e approcci diversi tra loro e, quindi, in grado di rappresentare un fattore critico di successo nella scommessa all’innovazione.

Sono convinto che il Cluster ALISEI e il Piano strategico delineato potranno intervenire favorendo queste dinamiche di open innovation e il processo di trasferimento tecnologico, posizionandosi quindi come ponte ed elemento di raccordo tra i luoghi dell’innovazione, dal laboratorio alla messa a disposizione del paziente: una sorta di club di “esperti dell’innovazione” che metta a fattor comune e valorizzi le varie esperienze, supportando la crescita e la sostenibilità delle infrastrutture di ricerca.