Milano città al centro delle Scienze della vita

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Il 29 marzo scorso si è tenuto presso Assolombarda a Milano l’incontro, organizzato dal Cluster Lombardo Scienze della vita, dal titolo “Milano città al centro delle Scienze della vita“, in cui è stato fatto il punto delle iniziative che ruotano intorno alla città di Milano nell’ambito delle Life science.

Sono infatti due i poli che stanno nascendo nella città meneghina dedicati alla salute, alla ricerca e all’innovazione:

  • “MIND” – acronimo di Milano Innovation District – che sorgerà nell’area che ha ospitato l’Expo Milano2015 nella zona Nord Ovest della città, dove saranno realizzati lo Human Technopole, il Campus scientifico dell’Università Statale di Milano, l’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi e dove si prevede costruiranno i loro laboratori importanti aziende nazionali e multinazionali del farmaco e che operano nel settore delle biotecnologie e dei dispositivi biomedici;
  • la “Città della Salute” che nascerà nella zona Nord Est di Milano all’interno del Progetto di riqualificazione dell’area delle ex Acciaierie Falck “Milanosesto”, dove vedranno la luce importanti centri ospedalieri come l’Istituto dei Tumori, già oggi punto di riferimento internazionale, l’Istituto neurologico Besta e l’ospedale San Raffaele 2, che porterà qui la sua struttura di ricerca e le attività di Villa Turro.

In occasione dell’incontro di Milano abbiamo rivolto alcune domande a  Giuseppe Bonomi, Amministratore Delegato di Arexpo e Carlo Masseroli, Direttore Generale Milanosesto.

 

Egregio dotto Bonomi, con la recente approvazione da parte del Senato Accademico del trasferimento della Statale nell’area ex-Expo, si completa il quadro di una delle aree più importanti per lo sviluppo del territorio milanese. Ci può dire a che punto siamo e quali saranno i prossimi passi per rendere operative le diverse aree?

Un parco scientifico e tecnologico unico in Italia e al livello delle migliori esperienze internazionali. Questo è il progetto che stiamo realizzando nell’area che ha ospitato l’Esposizione Universale di Milano del 2015, un’area di oltre un milione di metri quadri perfettamente infrastrutturata con tutte le caratteristiche adatte a trasformarsi in una vera e propria città della scienza, del sapere e dell’innovazione.

Un progetto che non è più sulla carta ma che vede già risultati concreti. Le prime decine di ricercatori di Human Technopole sono già al lavoro a Palazzo Italia, un numero destinato a salire rapidamente per raggiungere quota 400 nel giro di un anno per arrivare poi a regime a quota millecinquecento. In fase di realizzazione anche il nuovo Galeazzi, il grande ospedale di rango IRCSS che metterà insieme competenze del Galeazzi con quelle della Clinica Sant’Ambrogio specializzata nella medicina cardiovascolare. Il progetto del nuovo Galeazzi è già stata presentato ufficialmente e la costruzione dell’ospedale partirà nelle prossime settimane per concludersi in 36 mesi.

L’ultimo tassello delle ‘funzioni pubbliche’ presenti nell’area è quello relativo al campus delle facoltà scientifiche dell’Università Statale di Milano. L’ateneo milanese aveva presentato la propria manifestazione di interesse a trasferirsi nell’area di Arexpo, una volontà che il 6 marzo di quest’anno si è trasformata in una decisione irrevocabile con il voto del Senato Accademico e del CdA. È un passaggio fondamentale non solo per il processo di trasformazione urbana che riguarda il sito di nostra proprietà ma soprattutto per l’università milanese che crea un vero e proprio campus all’altezza dei competitor internazionali che da tempo hanno puntato su strutture moderne all’altezza delle sfide accademiche e della ricerca di questi anni. Per questo credo che il termine ‘trasferimento’ non colga appieno il senso della novità rappresentata dalla nascita di un campus che ospiterà oltre ventimila persone, di cui 18 mila studenti e duemila tra professori e personale amministrativo.

Tutto questo ha un importante valore attrattivo per grandi aziende private, oltre sessanta, che hanno manifestato ufficialmente la volontà di insediarsi nella nostra area. Dal punto esclusivamente economico, Ambrosetti House ha stimato in 6,9 miliardi di euro l’impatto economico generato da Human Technopole, Galeazzi e Università nei prossimi 10 anni. L’area ha poi attratto già attratto investimenti privati per 1,8 miliardi di euro, una cifra destinata a salire.

Proprio la virtuosa collaborazione tra le funzioni pubbliche e le attività di ricerca delle imprese private è uno dei punti di forza del progetto del post-expo perché questa è la ricetta migliore, e la più attuale, per creare risultati nel settore accademico e di ricerca e anche per trasformare questi risultati in benefici concreti per la collettività.

Il progetto del Parco della Scienza, del Sapere e dell’Innovazione è passato da essere una speranza a diventare una realtà in breve tempo, specie per le consuetudini italiane, e abbiamo superato il punto di non ritorno. Un risultato significativo per Milano, per la Lombardia e per l’intero Paese e questo è accaduto anche grazie al sostegno che tanti hanno dato a questa iniziativa, un sostegno importante che sono certo non mancherà anche in futuro.

 

Egregio ingegner Masseroli, all’interno del progetto Milanosesto è prevista la realizzazione della “Città della salute”, un polo all’avanguardia per la salute dei cittadini. Quali relazioni sono previste tra la “Città della salute” e lo Human Technopole?

I distretti che si stanno creando attorno alla Città della Salute e della Ricerca e allo Human Technopole sono destinati a diventare eccellenze della Grande Milano. Situati ai poli opposti della città, queste realtà sono fortemente interconnesse e facilmente raggiungibili; il loro posizionamento potrebbe far pensare a una strategia predeterminata, ma è invece del tutto casuale.

Ciò non toglie che queste realtà possano e debbano dare origine ad importanti sinergie, sia in materia di trasferimento tecnologico, sia in ambito didattico e di cura. Su entrambe le aree saranno infatti presenti Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico pubblici e privati, Università, Scuole di Alta Formazione e Centri di Ricerca; realtà che per le loro nature intrinseche non possono non dialogare tra di loro.

Nel mondo esistono realtà simili che hanno dato vita ad una serie di collaborazioni: penso a Cambridge in Inghilterra con il Science Park e il Biomedical Campus, a Berlino con il Berlinbiotechpark e il Berlin Adlershof Park, o a Bethesda negli Stati Uniti. Mi auguro che questo modello di cooperazione possa essere adottato anche a Milano. Da un lato abbiamo lo Human Technopole che ospiterà l’Istituto Italiano di Tecnologia, l’Università Statale e la sede del nuovo Galeazzi, e che potrebbe diventare il luogo ideale per l’insegnamento, la ricerca e il trasferimento tecnologico in settori quali la genomica, le nanotecnologie, l’alimentazione e la robotica. Dall’altro lato sta procedendo la realizzazione del distretto di Milanosesto, dove si insedieranno importanti IRCCS riconosciuti a livello internazionale: l’Istituto Nazionale dei Tumori, il Neurologico Besta e una nuova struttura del Gruppo San Donato, nonché la scuola di alta formazione in Neuroscienze e Oncologia, un polo destinato a diventare la sede naturale per l’insegnamento, la ricerca e il trasferimento tecnologico nel campo della medicina, con un particolare focus sulle neuroscienze e sul settore oncologico.

Le due aree, dunque, dovrebbero essere considerate come un unico grande sviluppo, votato al trasferimento tecnologico focalizzato sulle scienze della vita. Mi auguro che il dialogo tra le Istituzioni consenta di posizionare Milano, grazie allo sviluppo delle sinergie tra i due poli, come un centro all’avanguardia nel campo delle scienze biomediche in particolare nel settore delle malattie neurodegenerative e oncologiche, capace di attrarre scienziati, medici, ricercatori e investimenti. Confido che vengano messi da parte i particolarismi per sviluppare un progetto che metta a fattore comune peculiarità e eccellenze racchiuse all’interno dello Human Technopole e del polo scientifico di Milanosesto, anche nell’ottica di attrarre un maggior numero di pazienti anche stranieri.

I distretti scientifici di Sesto San Giovanni e di Rho Fiera vanno dunque letti come un unico progetto che ambisce ad arricchire il prestigio internazionale della Città Metropolitana di Milano. Il loro sviluppo richiede un’unica regia: solo così la Grande Milano e tutte le realtà coinvolte potranno avere dei benefici. È importante che in questa partita Regione e Città Metropolitana operino come aggregatori e fattori di sviluppo delle partnership tra pubblico e privato per sfruttare il grande patrimonio in fase di realizzazione e che confermerà Milano quale centro di cura e ricerca scientifica all’avanguardia a livello internazionale.