Lo Human Technopole sarà un punto di riferimento nazionale e internazionale per le life sciences

In occasione dell’incontro organizzato dal Cluster Lombardo Scienze della vita “Milano città al centro delle Scienze della Vita“, che si è tenuto giovedì 29 marzo presso Assolombarda a Milano, abbiamo intervistato la dott.ssa Diana Bracco, Presidente del nostro Cluster.

 

Quali saranno le caratteristiche dello Human Technopole che sorgerà all’interno dell’area ex-Expo di Milano?

Lo Human Technopole nasce per essere un punto di riferimento nel settore delle Scienze della Vita, sia a livello nazionale sia a livello internazionale.

È un progetto ambizioso e visionario che ha l’obiettivo di mettere l’Italia in prima linea nelle scienze della vita. Essendo stata Presidente di Expo 2015 spa e Commissario per il Padiglione Italia, devo ammettere che per me è una vera gioia sapere che nel nostro splendido Palazzo, con le sue architetture avveniristiche e il suo cemento biodinamico inventato ad hoc dai ricercatori di Italcementi, accanto all’Albero della Vita, il cui successo come ha detto Balich rispondendo alle critiche “è davanti agli occhi di tutti”, stanno arrivando i primi ricercatori del Tecnopolo.

Lì, come avevamo immaginato già allora, sorgerà il Parco della Scienza, del Sapere e dell’Innovazione, per cui è stato scelto l’efficace acronimo “MIND” (Milano Innovation District), che mi piace molto. Ed è significativo e foriero di speranza che una personalità come lo scienziato scozzese Iain Mattaj, attuale direttore generale dello European Molecular Biology Laboratory (EMBL) di Heidelberg, sia disponibile a lasciare la Germania per venire in Italia a dirigere lo Human Technopole. Complimenti ad Arexpo e a Roberto Cingolani per il lavoro fatto. Grazie a questo straordinario progetto ora all’estero siamo davvero credibili, e riusciamo ad attrarre grandi professionalità internazionali.

Human Technopole è una grande occasione per l’Italia intera. Sono certa che diventerà un’infrastruttura di ricerca di livello mondiale, multidisciplinare e integrata, in tema di salute, genomica e data science.

 

Quale dovrà essere il ruolo delle imprese in questo importante centro di ricerca?

Trovo importantissimo che si sia cercata e si cerchi la collaborazione con le imprese, che possono entrare nel Technopole sia attraverso partnership scientifiche sia come soci di minoranza a fianco dei Ministeri soci fondatori (Ricerca, Salute ed Economia). Noi stessi come Gruppo Bracco abbiamo avanzato una manifestazione d’interesse.

Lo Human Technopole favorirà lo sviluppo di un programma di Precision Medicine, creando sinergia tra genomica, medicina, nutrizione, gestione e analisi dei big-data e nanotecnologie, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, il Ministero della Salute e con le strutture regionali, amministrative e sanitarie. Insomma con il programma di Human Technopole nascerà un centro di ricerca avanzato, all’insegna dell’open innovation, in grado di fare massa critica per emergere e competere a livello globale.

 

In che modo lo Human Technopole dovrà dialogare con l’ecosistema italiano della ricerca e dell’innovazione?

È un punto fondamentale, infatti come Cluster Alisei stiamo contribuendo alla realizzazione di questo importantissimo progetto, proprio convogliando le migliori energie del Paese verso il comune obiettivo. A tale riguardo, ad esempio, mi preme sottolineare come le sfide legate alle scienze della vita saranno connesse con le sfide dell’alimentazione del futuro. Ricordo infatti la presenza a Parma di EFSA, l’European Food safety Authority, che ha rappresentato, durante la definizione della candidatura di Milano a sede di EMA, un importante elemento di riflessione sul futuro delle politiche europee relative all’alimentazione e alle scienze della vita. Il nostro Paese ha la possibilità di assumere, anche in questo ambito, una leadership internazionale se saremo capaci di far dialogare al meglio l’EFSA con lo Human Technopole. Anche l’impegno profuso per la candidatura di Milano come sede dell’EMA avrà un impatto importante.

 

A proposito di EMA, la partita per Milano è persa definitivamente?

Intanto, sottolineo che la straordinaria campagna di marketing territoriale fatta durante la candidatura genererà effetti positivi e duraturi sul nostro territorio. E a beneficiarne sarà sicuramente anche il Technopolo, perché Milano ormai è percepita in Europa come una delle grandi capitali della ricerca.  Sul discusso esito a favore di Amsterdam, ricordo, poi, che contro i ritardi e le inadempienze dei Paesi Bassi sono stati presentati dei ricorsi dal Comune, dalla Regione, dal Governo e ad adiuvandum da numerose associazioni imprenditoriali. I ricorsi saranno discussi a breve. Tra l’altro, la scelta dell’europarlamento di imporre un “trilogo” (Commissione Europea, Governi e Parlamento) offrirà ai governi una possibilità di ridiscutere politicamente e giuridicamente l’assegnazione dell’EMA.