L’imaging come strumento integrato alla genomica

Messa

Maria Cristina Messa, Già Rettore dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca

Oggi “vedere” con l’imaging non basta più. È necessario estrarre i dati contenuti nelle immagini, tanto che si parla di radiomica, ovvero identificazione di molecole target attraverso le immagini radiologiche con metodi di intelligenza artificiale. Questo metodo di indagine va oltre i tradizionali sistemi CAD, i sistemi automatici di analisi delle immagini, estrapolando le informazioni che l’immagine contiene e i parametri correlati alla risposta alla terapia piuttosto che la scelta terapeutica da fare.

L’imaging molecolare che, se interpretato in maniera adeguata, può evidenziare trasformazioni che avvengono a livello molecolare: uno strumento molto interessante per correlare le immagini ai parametri genomici ed epigenomici. Con il vantaggio di “vedere” lo stato dell’organismo in maniera non invasiva.

Si spera che questo approccio possa essere utilizzato per diagnosi sempre più precoci e di prevenzione secondaria nelle popolazioni a rischio come ad esempio i fumatori, per i quali sono già state messe a punto delle tecniche per individuare il livello di rischio per la diagnosi di tumore al polmone.

Si sta evolvendo anche un altro aspetto dell’imaging: comprendere il destino dei farmaci somministrati al paziente. Poiché i farmaci sono sempre più selettivi, poter identificare le popolazioni di pazienti in grado di rispondere a un farmaco specifico può essere importante anche per ridurre i costi, visto che le terapie personalizzate hanno un costo sempre più alto.