Le principali sfide del Cluster ALISEI secondo i nuovi commissari

COMMISSIONE DIRETTIVA

D.: Il 16 aprile scorso si è insediata la nuova Commissione direttiva del Cluster ALISEI, quali saranno, secondo lei, le principali sfide che il Cluster dovrà affrontare nel prossimo triennio, per rendere competitivo il settore delle life science nel mondo?

Fabrizio Conicella, Vice Presidente

Le scienze della vita sono sia un settore globale sia un settore che affronta temi, quali quello della salute, che si configurano come bene comune. Occorre quindi conciliare lo sviluppo di soluzioni alle problematiche legate alla salute umana con l’eticità di tali soluzioni e la capacità di metterle a disposizione di tutti i cittadini che esprimono un bisogno. Il Cluster tecnologico Nazionale ALISEI si pone l’obiettivo di stimolare i processi innovativi con un chiaro focus sia sulla capacità di supportare i centri di ricerca e le università nelle loro attività sia nel facilitare la valorizzazione dei risultati scientifici in termini di avvio di processi innovativi. Questi processi possono assumere forme diverse, trasferimento della conoscenza ad una azienda esistente, creazione di un nuovo soggetto imprenditoriale o attività di ricerca collaborativa. Tutto ciò però rischia di essere non sufficiente se non si riesce ad avviare dinamiche che rendano il trasferimento tecnologico una attività “istituzionalizzata” e realizzata in modo professionale, se le imprese che si sono create non sono in grado di crescere e se le ricerche collaborative non sono concepite per massimizzare il valore della collaborazione stessa. Queste tre aree di attività vedono ALISEI come protagonista: stimolo alla discussione, fattore abilitante per l’avvio di iniziative pilota ed elemento di integrazione della ricca esperienza nazionale. Chiaramente questo ruolo non può essere ricoperto senza una forte proiezione globale. ALISEI, e questa è la vera sfida, deve operare entro i confini nazionali, integrando le singole esperienze nelle loro specificità e autonomie, territoriali, di ricerca e industriali, inserendole in una visione  comune di progresso e impatto positivo sul sistema paese. Deve però essere anche in grado di porsi come elemento di connessione con analoghe esperienze internazionali e come facilitatore dei processi collaborativi su scala europea e globale. Solo in questo modo sarà possibile essere fattore abilitante la crescita del settore. È una attività non necessariamente visibile, ma che deve essere continua, coerente e costante nel tempo, basandosi sulla ricchezza della compagine sociale di ALISEI e sulla forza delle sue componenti pubbliche e private. L’obiettivo, estremamente sfidante, non è semplicemente realizzare attività o singoli progetti legati alle scienze della vita. È contribuire alla crescita e al progresso del sistema paese in un contesto europeo e globale e nel contempo aiutare la messa a disposizione di tutti i cittadini di soluzioni ai loro problemi.

 

Daniela Corda, Commissaria in rappresentanza degli Istituti di ricerca

Io considero il cluster ALISEI la piattaforma che potrà mettere in relazione la ricerca fondamentale e lo sviluppo biotecnologico nel settore delle scienze della vita; in pratica il cluster avrà il ruolo di promotore dell’innovazione attraverso questo trasferimento di conoscenze e stretta collaborazione fra i settori pubblico e privato.

Questo ruolo è fondamentale non solo per la crescita del Paese, ma è in linea con quelle che sono le direttive europee in H2020, ancor più enfatizzate nei programmi previsti in Horizon Europe.

Il piano d’azione di ALISEI vede vari interventi, il principale e più urgente è la creazione di una rete che promuova il trasferimento tecnologico, basato anche su uno scouting dei progetti più originali e promettenti. Altrettanto importante è la promozione delle Infrastrutture di Ricerca sia europee (rete ESFRI) sia nazionali, promozione intesa come maggiore conoscenza delle tecniche disponibili e supporto economico alle infrastrutture stesse per un accesso facilitato per gli addetti ai lavori (e una sostenibilità delle infrastrutture stesse).

Queste due iniziative se portate a termine rapidamente, daranno certamente impulso al processo di innovazione del nostro Paese. Stiamo discutendo altre idee e attività in sede di Commissione Direttiva, che continueremo a valutare per identificare le priorità. Direi però che l’aspetto più importante dell’azione di ALISEI nei prossimi anni sarà tenere in stretto contatto sia conoscitivo che collaborativo il settore pubblico e quello privato. Io mi aspetto che così ALISEI diventerà il vero promotore dell’innovazione nel settore delle scienze della vita.

 

Amleto D’Agostino, Commissario in rappresentanza degli Enti territoriali

Il prossimo triennio rappresenterà un formidabile banco di prova ed un potenziale punto di svolta per ALISEI: il Cluster ha finalmente ottenuto il decreto di riconoscimento da parte del MIUR, decreto previsto dal Decreto Mezzogiorno e lungamente atteso. I Cluster Tecnologici Nazionali (CTN) sono, in base al recentissimo decreto, “individuati come strumento principale per raggiungere gli obiettivi di coordinamento pubblico-pubblico (Stato-Regioni-Amministrazioni locali) e pubblico-privato” (cit.) e ad essi “viene affidato il compito di ricomposizione di strategie di ricerca e roadmap tecnologiche condivise su scala nazionale” (cit.). Da una fase di pianificazione strategica e di realizzazione di attività di internazionalizzazione e comunicazione, necessaria ed importante per la fase di avvio del nostro Cluster, si dovrà passare ad una fase operativa di supporto alle policy nazionali e regionali nel settore ed alla realizzazione di azioni di sistema, già previste nel nostro Piano Operativo, che integrino in modo sinergico le competenze di Governo, Regioni, Commissione Europea, stakeholder pubblici e privati al fine di realizzare un sistema della ricerca integrato, forte e capace di competere a livello internazionale. In parallelo in Europa avanza a grandi passi il processo di definizione di Horizon Europe, la nuova programmazione dei fondi europei per il 2021-2027, che vede il tema “health” quale una delle principali mission. Anche a Bruxelles, nella definizione delle priorità per la ricerca, ALISEI, può e deve svolgere un ruolo autorevole di rappresentante degli interessi di tutta la comunità nazionale, in coerenza con la sua mission e la sua stessa struttura di governance.

Si apre per ALISEI un periodo eccitante di grandi opportunità ma anche di grandi sfide.

La prima sfida è quella organizzativa e manageriale: occorrerà dotarsi di una snella, sostenibile ma adeguata struttura organizzativa, in grado dare concreta attuazione al nostro ambizioso Piano Operativo, focalizzato su due direttrici principali, la progettazione e realizzazione, almeno su scala pilota, di una rete nazionale per il trasferimento tecnologico e lo scouting di iniziative imprenditoriali innovative.

La seconda sfida, ancor più impegnativa, consisterà nel mettere a sistema e far finalmente dialogare diversi Ministeri e diversi Enti locali ed altre istituzioni pubbliche, nell’ottica di un effettivo coordinamento delle politiche di ricerca e industriali, della massimizzazione dei benefici per tutti gli stakeholder e dell’efficientamento complessivo del sistema. Sono sfide difficili ma che dobbiamo vinceremo non soltanto per ALISEI ma per l’Italia.

 

Ugo Di Francesco, Commissario in rappresentanza della compagine industriale

La premessa è che il settore delle life science è già molto competitivo e con un approccio che va oltre la dimensione dei singoli paesi. Il Piano di azione triennale del Cluster ALISEI risulta certamente attualizzato al trend di tale settore e a mio parere dovrà essere in grado di dare risposta a due grandi sfide principali: in primo luogo riuscire a creare un ecosistema Italiano in grado di collegare il mondo della ricerca con quello accademico e con il tessuto industriale e imprenditoriale. Una volta completato questo processo, sarà poi importante dare un segnale e un messaggio di forte attrattività dell’Italia, in modo da creare un ambiente in grado di attrarre investimenti internazionali nel nostro Paese, non solo dal tessuto industriale ma anche dal mondo finanziario dei private equity e dei venture capital, sul modello americano/anglosassone.

Ritengo che il programma di lavoro proposto sia molto ampio e con argomenti impegnativi quali l’internazionalizzazione, l’advocacy program e il sostegno al processo di trasferimento tecnologico, a cui, per poter effettivamente portare risultati concreti, occorrerebbe poter dedicare maggiori risorse. Scegliere in questo contesto così complesso e ampio poche azioni declinabili in due o tre obiettivi chiari, monitorabili e verificabili (anche attraverso milestone di medio periodo) potrebbe aiutare nella concretizzazione di alcuni risultati.