La Regione Calabria potenzia le infrastrutture di ricerca, i poli di innovazione e la ricerca per una maggiore apertura alle reti globali nell’area delle Scienze della Vita

Paolo Praticò

Intervista a Paolo Praticò, Dirigente del Dipartimento Programmazione Nazionale e Comunitaria della Regione Calabria e Autorità di Gestione del POR Calabria 2014/2020.

La Strategia di Specializzazione Intelligente regionale include Scienze della Vita fra le aree di innovazione prioritarie per la Calabria. Su quali elementi si intende puntare?

Le scienze biomedicali sono un settore prioritario e ad altissima specializzazione nel quale la Calabria esprime eccellenze ad elevato contenuto tecnologico. Infatti, durante i lavori di elaborazione della S3 regionale, è emersa un’area della ricerca pubblica nelle Scienze della Vita ben radicata, centrata su dipartimenti e istituti nelle scienze biomediche e collegata ad altre aree tecnologiche, presso l’Università Magna Graecia, l’Università della Calabria e il CNR. Ma di fronte a una vocazione così netta della ricerca regionale, il sistema produttivo regionale presenta ancora una certa fragilità, anche se ha espresso negli ultimi anni chiari segnali di ripresa. Il sistema pubblico-privato ha, pertanto, puntato sul settore, intercettando circa 100 M€ da fondi nazionali della programmazione 2007-2013 per potenziare una piattaforma biotecnologica integrata (l’infrastruttura di ricerca BioMedPark e il distretto Biotecnomed), ma anche per sviluppare iniziative interdisciplinari orientate alla salute e sicurezza alimentare (l’infrastruttura IRC-FSH e il distretto Nutramed) e alle contaminazioni ambientali sulla salute umana (piattaforma omica di SILA). Inoltre, le tecnologie evolute dell’infrastruttura di ricerca di interesse nazionale STAR, una sorgente di raggi X di nuova generazione, offrono opportunità molto interessanti per la diagnostica per immagini avanzata. Infine, siamo convinti che l’interdisciplinarità, tecnologica e applicativa, nell’ambito Scienze della Vita potrebbe risultare un elemento di competitività del sistema calabrese nel mercato europeo.

Il sostegno alle politiche per l’innovazione e il trasferimento tecnologico incontra spesso difficoltà attuative. Come si sta muovendo la Regione Calabria?

La Regione si propone di rafforzare e integrare il sistema regionale dell’innovazione attraverso due interventi principali: da un lato sta mobilitando rapidamente le risorse del POR per sostenere le iniziative con maggiori ricadute sul territorio e apertura alle reti nazionali ed europee, dall’altro ha innescato con gli operatori dell’innovazione un processo partecipativo e di collaborazione, attraverso le Piattaforme Tematiche.

Dalle risorse del POR ha già avviato tre strumenti per le imprese (servizi per l’innovazione, progetti di ricerca cooperativa, voucher per Horizon 2020) e ha attualmente in pre-informazione i bandi dedicati ai Poli di Innovazione e alla creazione di startup e spin-off. Con queste iniziative, insieme al Piano regionale delle infrastrutture di ricerca, avrà impegnato circa la metà dell’intera dotazione (210M€) dell’Asse Ricerca e Innovazione del POR.

In particolare, il Piano delle Infrastrutture di Ricerca potenzia quelle di grande rilievo pubblico in quattro delle otto aree della S3: scienze della vita (Biomedpark), agroalimentare (incluso Nutramed), ambiente (SILA) e smart manufacturing (STAR, con fondi PON), sostenendone in particolare una migliore capacità di gestione e valorizzazione. Inoltre, il Piano favorisce il collegamento delle altre dotazioni di ricerca alle attività dei Poli di Innovazione, intesi come operatori specializzati di trasferimento tecnologico nelle aree della S3. Con il nuovo bando, la Regione vuole rilanciare e qualificare l’esperienza dei Poli di Innovazione, selezionando i nuovi soggetti gestori con una procedura competitiva aperta e con criteri qualitativi più stringenti rispetto al passato: più imprese coinvolte, più servizi erogati, costi riconosciuti in base ai risultati. Infine, anche il bando in pre-informazione che sostiene la costituzione di startup innovative e spin-off della ricerca è di particolare interesse per l’area scienze della vita: il settore infatti sta mostrando una buona vitalità di nuove iniziative, facendo registrare la nascita negli ultimi anni di circa 20 tra start up e spin-off dal forte contenuto tecnologico.

Qual è invece il ruolo della Piattaforma Tematica regionale nell’area Scienze della Vita?

Le Piattaforme Tematiche sono state introdotte dalla S3 come una sorta di comunità degli innovatori e un canale di comunicazione aperto con la Regione, molto utile per seguire lo sviluppo della strategia di specializzazione nelle singole aree, per valorizzare i contributi degli operatori e per promuovere rapporti e reti extraregionali. Riprendono e rendono stabile l’esperienza positiva dei Tavoli tematici fatta nella fase di elaborazione della S3, che ha contato circa mille partecipanti e quattrocento contributi scritti. Le Piattaforme, come elemento attuativo della governance della S3, sono state avviate nel maggio scorso, mentre attualmente siamo impegnati in un primo ciclo di incontri di lavoro suddiviso per aree tematiche.  Il riscontro iniziale dell’incontro su Scienze della Vita, è molto positivo: si sono iscritti alla Piattaforma oltre cento operatori e tra i partecipanti al primo incontro si è registrato un notevole interesse per le reti extraregionali e in particolare per la presentazione delle attività del Cluster Alisei. Sono inoltre emersi numerosi spunti operativi per attivare azioni interdisciplinari e per far partire un primo progetto pilota, da sviluppare all’interno della piattaforma tematica, che metta in rete le dotazioni di eccellenza presenti nelle aziende calabresi.