Investimenti nel settore delle scienze della vita

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Intervista a Danilo Mazzara, Accenture Strategy

Il titolo del suo intervento al Meet in Italy è stato “Investment trends in healthcare”. Quanto conviene a un investitore oggi mettere capitali nel settore scienze della vita?

Investire nelle start-up va vista sempre come un’azione tendenzialmente rischiosa perché spesso le iniziative falliscono prima che si riesca a portare sul mercato i nuovi prodotti. Sono investimenti che vanno fatti in primo luogo da soggetti con un profilo di rischio e un rendimento atteso abbastanza aggressivo e, secondariamente, vanno diversificati e distribuiti su più iniziative. Rispetto a un portafoglio diversificato di un investitore, le scienze della vita sono un settore in cui ci si aspetta molto, perché l’innovazione è in costante evoluzione ed è presente in molti ambiti della filiera.

Ovviamente nelle scienze della vita si parla sempre di ritorni molto molto lenti e con un lungo orizzonte: un prodotto per andare sul mercato impiega, nella migliore delle ipotesi, cinque anni nell’ambito dei medical device; mentre se parliamo di un prodotto pharma puro ci dobbiamo aspettare dai 10 ai 15 anni per un ritorno sul mercato.

Gli investimenti nel mondo in digital health nel 2017 sono stati di 11,9 miliardi di dollari. Qual è la situazione in Italia?

Gli investimenti in venture capital in Italia sono abbastanza scarsi: stiamo parlando di circa 200 milioni di euro e da un punto di vista statistico, comparato agli investimenti nel resto del mondo, sono poco rilevanti. Nonostante ciò il settore delle scienze della vita è sotto la lente di ingrandimento e attrae nuovi investimenti. Questo è evidenziato anche dalle iniziative di open innovation che vengono sviluppate dalle grandi aziende.

Da un po’ di tempo si sta assistendo alla nascita di poli di incubazione/accelerazione in cui si dà la possibilità a chi ha idee interessanti di svilupparle da un punto di vista imprenditoriale. E questo è il primo passo per l’attrazione di investimenti. Nelle scienze della vita sono numerose le iniziative di incubazione di nuove imprese nate nelle regioni dove esiste già un forte substrato imprenditoriale: Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. Un ottimo segnale perché gli incubatori possono far nascere una pipeline di innovazione che potrà essere poi finanziata dai venture capital.

La presentazione di Danilo Mazzara al convegno di apertura è scaricabile al link.