Il Lazio come grande regione europea dell’innovazione

Foto Presidente Stefano Fantacone Rid

Intervista a Stefano Fantacone, Presidente di Lazio Innova

L’innovazione è uno dei cardini della vostra attività. Nell’ambito delle scienze della Vita come si sta muovendo Lazio Innova per stimolare o aiutare le realtà che operano nel campo dell’innovazione?

Per prima cosa vorrei ricordare i quasi 50 progetti che speriamo di ammettere alla graduatoria del bando Life 2020, che la Regione ha dedicato alle Scienze della Vita. La partecipazione all’avviso è stata particolarmente alta e con un grado di qualità dei progetti molto elevato, tanto che stiamo lavorando per estendere la dimensione del finanziamento complessivo rispetto agli stanziamenti inizialmente previsti. Utilizzando queste risorse aggiuntive, potremmo arrivare a erogare contributi per oltre 25 milioni di euro, distribuiti appunto su quasi 50 progetti. Un impegno che mi piace sottolineare non tanto per la sua entità finanziaria, quanto per la diffusa capacità di proposta emersa nella Regione su queste tematiche.

Un fatto tanto più importante se si pensa che l’intervento regionale, in attuazione della Smart Specialisation Strategy (S3), vuole promuovere un vero e proprio riposizionamento competitivo delle realtà industriali e produttive regionali. Questo significa, in sostanza, che nessuno dei progetti che saranno ammessi in graduatoria ha natura inerziale, rappresentando piuttosto una precisa risposta data dal sistema imprenditoriale all’esigenza di spostarsi, all’interno del settore, verso segmenti e mercati a maggior valore aggiunto. Così come particolarmente sollecitata è stata la capacità delle imprese di costruire strategie di sviluppo e innovazione con le grandi Università e gli altri Organismi di ricerca della regione.

In tal modo, l’intervento a favore del settore delle Scienze della Vita, comunque uno degli assi portanti dell’economia laziale, può essere considerato come un elemento di un programma più vasto e coerente, finalizzato a consacrare il Lazio come una “grande regione europea dell’innovazione”. Intorno a queste priorità è stato costruito un progetto di sviluppo economico che supera il concetto, fino ad ora centrale, di settore produttivo e che può essere schematizzato in un modello in cui le eccellenze tecnologiche, sia di ricerca, sia industriali, presenti nel territorio (aerospazio e scienze della vita prime fra tutte) sono al centro di processi di adattamento e trasformazione, svolgendo il ruolo di “driver dell’innovazione” grazie alla loro capacità abilitante e contaminante. Anche sfruttando, a tal fine, le opportunità offerte dai mercati internazionali, verso i quali si registra una proiezione molto più accentuata di quanto non fosse ancora pochi anni fa.

È chiaro che, dentro questa visione di sviluppo, l’Area di specializzazione Scienze della Vita gioca un ruolo centrale, essendo in grado di svolgere sul territorio sia il compito di “pioniere” dell’innovazione sia di rappresentare il terreno di incontro e integrazione tra mondo della ricerca pubblica e impresa privata. Non va inoltre dimenticato il ruolo che le imprese del settore stanno svolgendo nel costruire l’ecosistema delle start-up regionali, un campo dove si osserva una vivacità davvero sorprendente.

Quali iniziative avete messo in campo per favorire il trasferimento tecnologico tra le Università o i Centri di ricerca presenti sul territorio laziale e le numerose imprese (in gran parte PMI) che afferiscono al Distretto Tecnologico delle Bioscienze?

Il Distretto Tecnologico delle Bioscienze (DTB) è nato nel 2008 con un APQ tra Regione, MISE e MIUR, quale strumento di sviluppo economico e territoriale grazie al quale vengono strutturati una serie di rapporti e collaborazioni tecnico-scientifiche tra la ricerca pubblica e privata e il sistema delle imprese. Lazio Innova, in aggiunta alle tradizionali attività di progettazione e gestione di programmi di aiuto, ha consolidato le attività di supporto alla Regione Lazio nell’attuazione delle politiche per lo sviluppo economico, l’innovazione e la ricerca, attraverso la progettazione di azioni integrate, l’elaborazione di analisi e rapporti di settore e di area, nonché l’offerta di servizi di orientamento, networking e supporto al trasferimento dell’innovazione. Oggi Lazio Innova svolge un ruolo di facilitatore della collaborazione tra PMI, startup innovatrici, grandi imprese ed enti di ricerca che operano nel territorio, attraverso iniziative finalizzate a sviluppare la reciproca conoscenza e favorire la nascita di accordi e partnership tecnologiche/commerciali, anche con il coinvolgimento di operatori internazionali. Tra le iniziative messe in campo nel 2017 troviamo gli avvisi pubblici specifici per il settore ed in particolare – oltre ai bandi “Life 2020” (18.5 milioni di Euro) e “Infrastrutture aperte per la ricerca” (10 milioni di Euro) – l’avviso “Progetti strategici – Area di Specializzazione Life Science” per 6 milioni di euro, finalizzato a sostenere il consolidamento dei collegamenti tra Università e Centri di Ricerca pubblici e privati che presentano conoscenze e competenze scientifiche e tecnologiche rilevanti a livello internazionale, aumentando la propensione a rendere fruibili tali conoscenze e competenze da parte del tessuto economico imprenditoriale e in particolare da parte delle PMI.

Per favorire il trasferimento tecnologico tra Organismi di Ricerca e imprese è stata altresì avviata un’importante collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, che ha portato all’organizzazione di una giornata di lavori dedicata a “Le nuove sfide della ricerca oncologica: verso una partnership tra Enti Pubblici e Industria nella regione Lazio” – articolata in un Convegno e una sessione poster – finalizzata ad accelerare il processo di incontro tra il mondo della ricerca e l’Industria di settore e agevolando, così, lo sviluppo di partnership pubblico-privato. A livello di iniziative finalizzate alla creazione di  accordi e partenariati internazionali, oltre alla co-organizzazione del Meet in Italy for Life Science 2017, Lazio Innova ha lavorato, con Assobiotec, all’organizzazione dell’Italian Forum on Industrial Biotechnology and Bioeconomy, che si è svolto a Roma lo scorso ottobre, con una sessione specifica sulle Scienze della Vita e che ha registrato oltre 300 partecipanti provenienti da una ventina di Paesi diversi dell’area Euro-Mediterranea, Canada, Stati Uniti e Argentina. Infine, ma non per importanza, la Regione Lazio ha siglato un Protocollo d’Intesa con la Regione Toscana per la promozione di sinergie in tema di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico nell’ambito delle Scienze della Vita, individuando quali soggetti attuatori il DTB – attraverso Lazio Innova e il Cluster C.H.I.C.O. (Cluster of Health Innovation and Community) – e la Fondazione Toscana Life Science. Il Protocollo  ha come oggetto lo sviluppo di azioni di collaborazione e sinergia, finalizzate a promuovere iniziative nel campo della ricerca e dello sviluppo tecnologico, valorizzare le capacità innovative dei soggetti del SSR e favorire la nascita di rapporti collaborativi per la valorizzazione della ricerca con le imprese e gli altri soggetti operanti nel settore.

Lazio Innova è socio di del Cluster ALISEI. Qual è il rapporto attuale con il Cluster Nazionale e su quali ambiti, secondo lei, si dovrà cercare la massima sinergia per far sì che il Sistema Paese riesca ad affermarsi ancora di più a livello internazionale?

La Regione, attraverso Lazio Innova, è tra i soci fondatori di ALISEI, perché ha creduto, sin dall’inizio, nell’importanza del Cluster Tecnologico Nazionale quale strumento di supporto e coordinamento delle politiche di ricerca industriale a livello nazionale e locale, nonché di raccordo tra le misure promosse a livello centrale e regionale. Il rapporto attuale con ALISEI è un rapporto di piena collaborazione, finalizzata a favorire la crescita dei diversi attori della filiera e la valorizzazione delle competenze scientifiche, tecnologiche ed industriali nazionali per una maggiore competitività del settore bioscienze a livello internazionale. Uno degli ambiti nei quali riteniamo possa crearsi sinergia per consolidare e migliorare la competitività del settore in ambito internazionale è proprio quello del trasferimento tecnologico.