Discorso d’apertura del Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, in occasione della conferenza di alto livello sulla ricerca e l´innovazione europea

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Il Presidente del Parlamento europeo, Antoni Tajani, ha pronunciato il 27 novembre al Parlamento europeo il discorso di apertura in occasione della conferenza di alto livello organizzata con la Commissione europea sulla ricerca e l’innovazione europea.

Ecco alcuni punti chiave del suo discorso:

“La nostra ambizione deve essere quella di diventare lo spazio di ricerca più grande ed attrattivo al mondo. Dal 1984, abbiamo investito oltre 200 miliardi di euro. Questi investimenti hanno avuto uno straordinario effetto moltiplicatore su competitività, export, capacità di innovare, sviluppo di nuove tecnologie. Abbiamo creato milioni di nuovi posti di lavoro e sostenuto una rete di ricercatori, Università e centri di ricerca di eccellenza assoluta”.

“Ma non basta. Il Parlamento chiede con forza più ambizione. La nostra proposta, votata il 14 novembre scorso, è di aumentarne le risorse fino a 120 miliardi di euro. Da farsi, senza aumentare le imposte, già alte, ma facendo pagare chi oggi le tasse non le paga, a cominciare dai giganti del web e dai paradisi fiscali”.

“L’Unione europea sta perdendo terreno. Gli ultimi decenni hanno visto la rapida ascesa di nuovi concorrenti che si sono aggiunti a Stati Uniti e Giappone. Prima fra tutte la Cina, che ormai ha eguagliato l’intera Unione per investimenti in Ricerca e Sviluppo. Grazie a questi investimenti, anche nelle Università, la Cina è passata dall’1% delle pubblicazioni scientifiche degli anni ottanta, all’oltre 16% di oggi”.

“Fra pochi mesi saremo chiamati a dare il nostro voto anche per sostenere questa visione di un’Europa più amica dell’innovazione. Si confronteranno visioni profondamente diverse del nostro futuro. Da un lato, chi pensa che tornando a frontiere e particolarismi nazionali, si possa stare meglio. Dall’altro, chi crede che la collaborazione tra Stati, tra Università e ricercatori, sia la via maestra per proteggere meglio gli europei e per promuovere l’eccellenza del nostro continente nelle sfide con i giganti del mondo”.

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