Creare meccanismi semplici ed efficienti per sostenere il trasferimento tecnologico e valorizzare la ricerca

Fiorella Altruda

Intervista a Fiorella Altruda, Presidente del Bioindustry Park

Sviluppare un ambiente dove la conoscenza diventa progresso” è la vostra mission; concretamente attraverso quali programmi e strategie cercate di raggiungere tale obiettivo?

Le scienze della vita e in particolare il mondo della salute basa i propri processi di innovazione sull’esistenza di un ecosistema adeguato a stimolare, sviluppare e lanciare sul mercato imprese e istituzioni in grado di soddisfare i bisogni dei cittadini.

In questo contesto Bioindustry Park ritiene che la creazione di meccanismi semplici, efficienti e sostenibili di supporto ai processi innovativi e di ausilio alle attività di trasferimento tecnologico possa costituire un elemento di stimolo alla crescita socio-economica e permetta un pieno ed etico sfruttamento dei risultati della ricerca. Proprio per tale motivo Bioindustry Park si concentra sul processo di crescita di iniziative imprenditoriali e progettuali cercando di operare a monte del processo innovativo tramite attività di supporto valutativo dei risultati a favore di istituzioni di ricerca e università, proprio per creare le migliori premesse per i percorsi di valorizzazione. Questa azione di supporto al trasferimento tecnologico affianca gli uffici brevetti e di trasferimento tecnologico esistenti e viene accompagnata da una azione mirata di Business development a livello locale, nazionale ed internazionale. Il Parco punta a configurarsi sempre più come elemento di un complesso percorso di accelerazione che affianca il lavoro tipico degli incubatori, in particolare quelli universitari, per costruire le premesse che permettano alle start-up di diventare attori globali. Una simile filosofia caratterizza anche le azioni di stimolo alle dinamiche del cluster locale, bioPmed che Bioindustry Park ha contribuito a creare e attualmente gestisce, unico cluster life sciences italiano con certificazione dell’European Secretariat for Cluster Analisys (ESCA) “gold”. Anche in questa attività, realizzate grazie al supporto della Regione Piemonte e di tutti i nostri soci, Bioindustry punta a mettere a disposizione delle imprese servizi a valore aggiunto sia nel campo gestionale sia nei percorsi di internazionalizzazione e nelle attività di strutturazione di progetti di ricerca cooperativi che vedono ricerca ed industria collaborare. La dimensione internazionale è stata, e sarà uno dei focus delle attività sia attraverso il rafforzamento dei legami di rete sia attraverso progettualità internazionali in particolare nell’ambito del clustering.

Come il Bioindustry Park si relaziona con le realtà del territorio e ne incentiva l’innovazione e il trasferimento tecnologico?

Le azioni del Parco si basano tutte su una chiara apertura collaborativa verso gli attori locali pubblici e privati. Sia per le azioni di supporto al trasferimento tecnologico sia in quelle di animazioni del cluster diventa fondamentale riuscire a creare un meccanismo collaborativo virtuoso. La collaborazione con l’Ufficio brevetti dell’Università di Torino ad esempio vede Bioindustry affiancare l’Università con le proprie competenze specialistiche nell’identificare i percorsi di valorizzazione e nelle azioni di business development in ottica di complementarietà e collaborazione. Nelle attività del cluster tale approccio è ancora più spinto. Bioindustry ha favorito la nascita di una Associazione, che ad oggi raccoglie oltre 80 soggetti, che rappresenta il vero cuore della governance del cluster territoriale bioPmed in cui Bioindustry rappresenta l’attore operativo tramite la messa a disposizione di servizi avanzati quali quello di supporto all’internazionalizzazione o di strutturazione di progetti, e l’interfaccia verso le autorità regionali che hanno identificato il tema della salute come una delle priorità strategiche.

Le relazioni con gli attori sono quindi continue e dialettiche, basate su ruoli identificati e complementari all’interno di una visione il più possibile coerente e condivisa. In questo approccio si deve identificare la forza dell’ecosistema: questo è composto da varie parti, tutte importanti che devono operare in sinergia al fine di assicurarne il progresso, la crescita e l’attrattività.

Come supportate le start-up innovative del territorio? Quali strumenti potete fornire loro per competere a livello nazionale e internazionale?

Il tema delle start-up è chiaramente alla base di molte delle azioni di Bioindustry. Sin dal 2004 il Parco ha lanciato diverse iniziative a supporto della nascita e crescita delle imprese. Chiaramente i lunghi cicli di vita dei prodotti che caratterizzano le scienze della vita hanno pesantemente influenzato sia i modelli utilizzati sia gli esiti. Bioindustry a partire dal 2006 ha permesso alle imprese innovative insediate di attrarre oltre 80 milioni di euro di capitali di rischio privati da parte di investitori europei e statunitensi. Ha visto start-up acquisite da imprese non europee per valori superiori a 150 milioni di euro e vede ora, unico Parco scientifico italiano operante nelle science della vita, due “ex start-up” quotate al NASDAQ con un valore di borsa cumulato di circa 3 miliardi di euro. Questi risultati si sono ottenuti con una attenzione particolare sia alle condizioni fisiche di insediamento di queste sia alle problematiche non solo di nascita ma anche di crescita. Proprio quest’ultimo elemento e l’attenzione ai cosiddetti processi di “accelerazione” hanno permesso alle due imprese di identificare Bioindustry Park come un partner per la loro crescita a livello globale. Per ottenere tali risultati il nostro lavoro è basato più sulla qualità che sulla quantità delle start-up con cui lavoriamo. I meccanismi di supporto, di coaching e la presenza all’interno del Parco di lavoratori a contratto che possono sopperire alle esigenze delle start-up senza costringerle a un appesantimento della loro struttura, permettono alle imprese di crescere seguendo una filosofia “lean” e di imboccare percorsi di raccolta fondi a livello internazionale. Ovviamente tale approccio non ha avuto solo successi. Bioindustry ha anche affrontato esperienze di insuccesso puntando in ogni caso a patrimonializzare le conoscenze sviluppate in ottica sempre positiva e propositiva. Questa azione è pienamente complementare a quella degli incubatori universitari piemontesi, con cui Bioindustry collabora da tempo, e ultimamente viene completata da azioni di formazione a studenti delle superiori e universitari sui temi dell’avvio di impresa e della gestione dell’innovazione. Prossimamente lanceremo ulteriori iniziative sul tema delle start-up cercando di innovare i modelli sia di partnering sia di stimolo alla crescita, con una sempre maggiore apertura internazionale.

Quest’anno il Meetin Italy for Life Sciences si tiene in Piemonte, Bioindustry Park è uno dei main organizer. Ritiene che questo tipo di eventi sia importante, oltre che per il settore life science in generale, anche per le realtà che operano sul territorio piemontese?

La realizzazione di eventi quali Meet in Italy è fondamentale per la crescita del settore. MIT4LS non è un evento piemontese. È una vetrina del sistema paese verso gli attori nazionali e internazionali. È un modo per proporre una visione delle scienze della vita italiane basata sui paradigmi della collaborazione, della competitività e proiettata sul futuro. In questo senso abbiamo collaborato con tutti i partner locali, regione Piemonte, Confindustria Piemonte, Camera di Commercio di Torino e l’associazione cluster innovativo bioPmed in primis, e con il Cluster Tecnologico Nazionale ALISEI, per assicurare un programma di rilevo e di assoluto interesse. Chiaramente siamo lieti che quest’anno sia ospitata in Piemonte e crediamo che possa rappresentare una grande opportunità di visibilità nazionale e internazionale per le imprese e i centri di ricerca. Un momento di incontro e conoscenza che speriamo possa proseguire sul successo delle passate edizioni e contribuire alla crescita del settore e al suo posizionamento internazionale.