Il settore delle life science è una della punte di diamante dell’industria del nostro Paese

Diana Bracco

Diana Bracco, Presidente del Cluster Tecnologico Nazionale ALISEI

Gli spunti emersi dalla conferenza sono tantissimi ed è stato dimostrato che il settore delle Scienze della Vita sta vivendo un momento di grande dinamismo offrendo continue opportunità di crescita.

I dati confermano che il settore delle life science è una delle punte di diamante dell’industria del nostro Paese, un comparto in grado di generare benefici socioeconomici rilevanti, con una forte propensione all’export, all’internazionalizzazione e con un’elevata spinta all’innovazione.

Le attività di Ricerca & Sviluppo delle imprese delle Scienze della Vita non soltanto costituiscono un investimento strategico per l’economia nazionale, ma si concretizzano in terapie che hanno effetti positivi per la salvaguardia della salute dei cittadini e il miglioramento delle condizioni di vita dei pazienti.

Come è stato evidenziato nel corso dell’incontro, la ricerca nel settore sta affrontando un cambio di paradigma, sempre più legata a una logica di medicina personalizzata. Lo sviluppo di terapie di ultima generazione, con la possibilità di proporre migliori attività di prevenzione, migliori diagnosi, terapie più mirate e con ridotti effetti collaterali, deve adesso impegnare tutti gli attori pubblico-privati ad acquisire un nuovo modus operandi.

Alle imprese del settore sono infatti richiesti sempre più investimenti in automazione e digitalizzazione. L’intersezione con le tecnologie ICT e la disponibilità di strumenti di analisi dei Big Data stanno permettendo di raccogliere, tracciare ed elaborare un’enorme quantità di dati in tutte le fasi di sviluppo, rendendo questo percorso sempre più efficiente ed efficace. Questo progresso è stato possibile anche grazie all’introduzione di nuove tecnologie di sequenziamento massivo del DNA, note come “Next Generation Sequencing”, che consentono di indagare l’intero genoma umano per identificare le basi genetiche o molecolari di diverse patologie o la diversa risposta ai farmaci di un individuo. E i costi sono oggi molto più abbordabili: il costo del sequenziamento genomico è sceso dai 95 milioni di dollari nel 2001 per singolo genoma ai 1.300 dollari nel febbraio 2019.

Oltre all’epigenetica, su cui si è prevalentemente discusso in questa conferenza, ricordo anche l’emergere di un’altra disciplina all’avanguardia, la radiomica, in cui i big data e l’Intelligenza Artificiale giocano un ruolo decisivo nell’ambito della diagnostica per immagini.

Il Meet in Italy, e questa edizione lo conferma, anno dopo anno si identifica sempre più come il principale momento di incontro e networking tra tutti i soggetti della filiera delle scienze della vita italiani ed europei. Anche grazie a questo appuntamento annuale, il Cluster ALISEI si sta sempre di più accreditando come un grande motore dell’innovazione italiana nelle Life Sciences, un catalizzatore di idee, un punto di raccordo tra ricerca e industria oltre che un’efficace cabina di regia – cabina di regia dove le imprese dovranno esercitare un ruolo sempre più importante. Da parte nostra, continueremo a pungolare le Istituzioni perché si impegnino in scelte decisive per la ricerca e innovazione italiana, ad esempio insistendo sull’idea di creare un’Agenzia unica che coordini tutti gli attori impegnati.

Bisogna comunque passare dalle parole ai fatti. In primo luogo, in termini di risorse. A oggi il livello degli investimenti italiani raggiunge appena l’1,35% del PIL, pari a 23,3 miliardi di euro, il che fa del nostro Paese il penultimo in Europa. È evidente dunque che da un lato si deve aumentare il budget e dall’altro si devono mettere in campo persone di valore in grado di intercettare le risorse messe a disposizione dai bandi europei. Infine, occorre sviluppare una piattaforma nazionale di Open Innovation per le Scienze della Vita, che ci può permettere di massimizzare l’effetto sinergico degli stakeholders della filiera. La sinergia tra settori diversi ma contigui diventa un elemento centrale per vincere le sfide del futuro.

Ringrazio tutti gli intervenuti alla conferenza internazionale, relatori e pubblico, oltre agli organizzatori e alle Istituzioni triestini per l’ottima riuscita dell’evento.

Grazie a Trieste e grazie a Genova che ospiterà il Meet in Italy for Life Sciences nel 2020.