Bracco, ecco perché Milano è la migliore scelta per EMA

Diana Bracco, presidente ALISEI e rappresentante unico del mondo delle imprese nel Coordinamento istituzionale per la candidatura EMA

“Milano ha tutte le carte in regola per vincere la competizione con le altre città candidate perché il dossier italiano è molto solido e risponde perfettamente a tutti i requisiti tecnici e ai criteri richiesti dalla Commissione Europea”, afferma Diana Bracco, Presidente del Cluster ALISEI. “Riteniamo inoltre che la interazione con le nostre università, con i molti istituti di ricerca scientifica, che sono il fiore all’occhiello di questo territorio, e con l’industria farmaceutica possa rappresentare una carta vincente”.

Lei rappresenta il mondo dell’economia – dalla Confindustria alla Camera di Commercio, da Farmindustria alle Associazioni degli albergatori e dei commercianti – nel coordinamento ristretto voluto dalle Istituzioni locali e nazionali. Ci può aiutare a capire meglio le ragioni per cui Milano sarebbe la scelta migliore per l’EMA che deve lasciare Londra dopo la Brexit?

Certo, ma consiglio comunque a tutti di consultare il dossier preparato dal Governo Italiano anche con il nostro contributo e di guardare il bel filmato su Youtube che dimostra in modo chiaro ed emozionale che Milano è la cornice ideale per le attività dell’EMA. Anzitutto ricordo che offriamo il “Pirelli Building”, un edificio di proprietà dello Stato, in un’ottima posizione e pronto all’uso. Questo è molto importante perché garantirebbe all’Agenzia di non perdere nemmeno un giorno di operatività. Per agevolare il trasferimento, nella fase di transizione sarà creato, con il contributo della Camera di Commercio, uno sportello di supporto dedicato al personale dell’EMA. Milano offre poi una logistica di grande efficienza. Ci sono i tre grandi aeroporti (Malpensa, Linate e Orio al Serio) con quasi 1.300 voli settimanali verso 27 capitali europee. Oltre 250 collegamenti aerei a settimana con Londra agevoleranno la fase transitoria per il personale pendolare. Una rete ferroviaria e autostradale altamente sviluppata collega la città con tutte le principali città italiane, con le numerose e rinomate località turistiche e con i Paesi limitrofi.

In effetti le infrastrutture e la ricettività, che grazie a Expo 2015 sono state incrementate e migliorate di molto, sembrano essere due veri asset della candidatura italiana.

Assolutamente. Milano offre un’ospitalità tra le migliori del mondo. Con quasi 100 mila posti letto e 17.400 ristoranti e bar, Milano garantisce una vasta offerta sia in termini di alloggio che di ristorazione, recentemente rafforzati proprio grazie agli ingenti investimenti fatti per accogliere i 21 milioni di visitatori di Expo.

Situato nel centro della città, il nuovo quartier generale dell’EMA al Pirellone avrebbe uno straordinario accesso a un’ampia gamma di servizi. È d’accordo?

L’Expo ha impresso una svolta fondamentale per fare di Milano una moderna smart city: dai trasporti agli alloggi, dalla cultura al turismo l’ampia gamma dei servizi cittadini si sta integrando in un network fruibile anche con le tecnologie più avanzate. Senza dimenticare l’attrattività del Lifestyle Italiano: la qualità della vita a Milano è alta, con un’abbondanza di alloggi di alta qualità a prezzi competitivi, un sistema sanitario all’avanguardia, un fiorente ambiente artistico e culturale, un panorama culinario unico e un efficiente sistema di trasporto pubblico che include servizi di car e bike sharing. Tutto è a portata di mano: la bellezza del litorale Italiano, il fascino dei laghi italiani e le meraviglie delle più alte montagne d’Europa.

A questo quadro dobbiamo aggiungere gli aspetti più tecnici: Milano e il suo territorio offrono anche un bell’environment scientifico e tecnologico: questo peserà nella scelta dell’EMA?

Direi proprio di sì. Per risponderle in modo sintetico uso le stesse parole di Silvio Garattini, Direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano: “Milano è fortemente competitiva perché ha uno dei migliori ambienti di ricerca e business d’Europa”. In effetti l’Italia vanta la seconda più grande industria farmaceutica in Europa in termini di volumi di produzione, il 60% dei quali si trovano nell’area metropolitana di Milano, ed è il più grande esportatore mondiale di farmaci pro capite. Come ha sottolineato lo stesso Presidente Gentiloni, l’industria farmaceutica lombarda e italiana attraversa un momento particolarmente felice. Dal 2010 tutti i parametri crescono costantemente, e con 30 miliardi di produzione, di cui oltre il 70% destinato all’esportazione, stiamo ormai contendendo alla Germania il titolo di principale Paese produttore d’Europa. Appare particolarmente rilevante in questo contesto il contributo delle Università milanesi che mostrano una produttività nel settore Life Science molto spesso superiore alla media italiana e comparabile agli standard internazionali, definendo uno scenario nel territorio particolarmente fertile e favorevole a collaborazioni con istituzioni pubbliche. La presenza di EMA sul territorio italiano potrebbe favorire l’aumento di aziende del settore Pharma e Biotech e quindi il tasso di crescita delle imprese del mondo Pharma e della ricerca Biotech potrebbe essere impattato positivamente, anche grazie alla relazione tra EMA, industrie, università e centri di ricerca.

Non dimentichiamo poi un altro argomento cui la Commissione Europea dovrebbe dare molto credito: la possibilità di fare sinergia con altri enti. Il Centro Comune di Ricerca (Joint Research Centre – JRC), la Direzione Generale della Scienza e della Conoscenza della Commissione europea, si trova a Ispra, a circa 50 km a nord di Milano e l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) si trova a Parma, 120 km a sud-est della città. Uno scenario questo che vedrebbe collocati tre organismi scientifici e di ricerca dell’UE a 200 km l’uno dall’altro, offrendo ampie opportunità per un’efficace collaborazione.

A proposito di sinergie, tra non molto a Milano prenderà vita il grande progetto dello Human Technopole. Una grande opportunità?

Certo, venendo a Milano l’EMA dialogherebbe con lo Human Technopole, il grande progetto voluto nell’ex area Expo dal Governo italiano. Una struttura di ricerca tra le più avanzate d’Europa e del mondo, che farà diventare Milano il punto di riferimento europeo per le biotecnologie e per le scienze della vita, una delle grandi frontiere del domani. Il settore delle scienze della vita già oggi in Italia rappresenta oltre l’11% del PIL nazionale ed è certamente il comparto su cui investire ancora di più per dare un futuro al Paese. Lo stesso Presidente Gentiloni, presentando la candidatura italiana al Grattacielo Pirelli, ha ricordato che la presenza di EMA, che è un “grande hub di intelligenze”, accanto allo Human Technopole “potrebbe rendere la Lombardia e l’Italia intera ancora più centrali nelle scienze e industrie per il miglioramento della vita delle persone”.

A questo riguardo, in qualità di Presidente di ALISEI, voglio lanciare un accorato appello: impegniamoci tutti per far conoscere anche all’estero la forza del dossier di candidatura italiano per ospitare la nuova sede di EMA. Anche se la competizione sarà certamente molto accesa dobbiamo, con fiducia, fare tutto il possibile per riuscire a vincere una battaglia che, soprattutto per il settore delle scienze della vita, ha davvero una valenza strategica e di lungo periodo.

Leggi anche: Paolo Gentiloni: “EMA a Milano è una grande occasione per noi e per l’Europa”