Bando MISE “Fabbrica intelligente, Agrifood e Scienze della vita”, tre progetti presentati da ALISEI e Campania Bioscience

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ALISEI e il Distretto ad Alta Tecnologia Campania Bioscience propulsori di tre progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale presentati nell’ambito del Bando MISE “Fabbrica intelligente, Agrifood e Scienze della vita”.

Progetto “Sviluppo di un nuovo concentrato di Fattore V plasma derivato come farmaco orfano per la terapia della paraemofilia”

La Kedrion Spa si è fatta promotrice di un progetto che si propone di sviluppare, come farmaco orfano, un concentrato di Fattore V (FV) da plasma umano, in grado di prevenire e trattare le emorragie dei soggetti carenti senza i rischi e le limitazioni presentate attualmente dall’impiego del plasma fresco congelato. Il deficit congenito di FV della coagulazione, singolo o combinato con quello di F VIII, è una malattia rara dell’emostasi con prevalenza di 1:1.000.000 nella popolazione. I soggetti affetti dalla carenza di questa proteina manifestano emorragie a varia localizzazione ed entità, quali epistassi, menorragie, emartrosi ed ematomi, fino a quelle più gravi intracraniche e gastrointestinali. Ad oggi, non è disponibile alcun concentrato specifico di FV, per cui il trattamento del deficit di questa proteina si avvale del reintegro del fattore carente con l’uso di Plasma Fresco Congelato che, però, comporta rischi e complicanze di possibili reazioni allergiche, sviluppo di alloanticorpi, sovraccarico di volume e infezioni virali. Come per tutti i farmaci orfani per patologie estremamente rare, anche con la commercializzazione di FV non si prevedono fatturati consistenti, ma l’attività si inserisce perfettamente nella strategia che Kedrion ha intrapreso da anni nel mettere a disposizione prodotti terapeutici innovativi e necessari per la terapia di patologie attualmente prive di trattamenti adeguati ed efficienti.

I partner pubblici quali CEINGE, CNR, Università della Campania L.Vanvitelli e Università degli Studi di Napoli Federico II, apporteranno il proprio contributo, rispettivamente, nelle attività di caratterizzazione analitica e funzionale di proteine plasmatiche e ricombinanti, nello sviluppo di anticorpi specifici contro proteine target per scopi analitici e di purificazione, nella messa a punto delle fasi di purificazione di proteine per ultrafiltrazione e liofilizzazione.

Progetto “NEUROTECHNO”: Tecnologie Innovative per la Diagnosi, il Monitoraggio e la Cura di Patologie Neurologiche

Il Progetto NEUROTECHNO mira alla realizzazione di dispositivi ad alto contenuto innovativo, sensibili e affidabili, che possano consentire di predire, in maniera tempestiva e precisa, l’insorgenza di un’alterazione dell’omeostasi cerebrale che può eventualmente tradursi in un processo patologico cronico.

La proposta progettuale si fonda su due linee di progetto:

  1. la prima, denominata “Sistema closed-loop per la diagnosi, il monitoraggio e il trattamento di malattie neurologiche tramite Brain Machine Interface (BMI)”, è finalizzata allo sviluppo di dispositivi basati su nanostrutture di carbonio e di dispositivi basati su materiali compositi con capacità di sensori di parametri fisici e chimici prodotti con tecnologie additive;
  2. la seconda, denominata “Medicina di precisione e malattie neurodegenerative: Sistemi avanzati di diagnosi e cura del morbo di Parkinson e della malattia di Alzheimer”, è finalizzata allo sviluppo di Nuovi Sistemi diagnostici, in particolare biomarker molecolari, metodi, tecniche e dispositivi diagnostici non-invasivi, sistemi e sensori per la determinazione di target diagnostici in modalità decentralizzata, sistemi di diagnosi per immagini.

NEUROTECHNO nasce dalla collaborazione tra due grandi imprese: l’IRCCS Neuromed– centro di eccellenza nella diagnosi e cura delle malattie neurologiche – ed Engineering Ingegneria Informatica Spa., leader in Italia nel mercato della sanità e con un’offerta di business integration, soluzioni IT innovative, consulenza strategica, outsourcing applicativo/infrastrutturale e servizi Cloud. Il progetto prevede la partecipazione dell’Università della Campania L. Vanvitelli, il Centro NAST dell’Università Tor Vergata e il CNR-IEOS, partner pubblici con comprovate competenze in epidemiologia genetica, bioinformatica, statistica, studi molecolari e funzionali sul Sistema Nervoso centrale e nella chimica dei biopolimeri.

Al progetto parteciperanno, in qualità di consulenti, ST Microelectronics– azienda leader nello sviluppo di componentistica elettronica con tecnologia a semiconduttori – e MicroGen, azienda leader nel settore della diagnostica.

Progetto “Integrazione di parametri biochimici, ecografici e di signature genomiche mediante tecnologia NGS per la predizione del fallimento ovarico precoce – OVAGE PLUS”

Il progetto ha l’obiettivo di sviluppare nuovi test diagnostici e predittivi, grazie all’integrazione di informazioni genetiche ad algoritmi diagnostici, che consenta di diagnosticare precocemente e/o di predire l’Insufficienza Ovarica Prematura (POI) non sindromica, utilizzando un pannello NGS di specifici geni, allo scopo di migliorare l’accuratezza dei test di riserva ovarica attualmente disponibili e integrando le informazioni fornite dal pannello con l’utilizzo di microRNA. L’integrazione di tecnologie innovative, già ampiamente validate nella pratica clinica (sia NGS che la tecnologia OvAge), rappresenta il punto di forza della ricerca proposta, consentendo alla stessa di mirare alla produzione di uno strumento diagnostico estremamente innovativo, capace di fare medicina predittiva e personalizzata attraverso device medici mini-invasivi, replicabili su larga scala e utilizzabili da categorie svariate di fruitori del Servizio Sanitario Nazionale. Il test combinato (NGS-OvAge) risponde, con un risultato intuitivo ed immediatamente comprensibile, come già OvAge fa nella pratica clinica, integrando la capacità comunicativa dell’algoritmo all’accuratezza diagnostica dell’analisi genetica condotta con una tecnologia di ultima generazione.

La POI colpisce fino al 2% delle donne in tutto il mondo sotto i 40 anni ed è descritta come la cessazione prematura della funzione ovarica, con perdita precoce della fertilità e maggiore rischio di osteoporosi e malattie cardiovascolari. Attualmente i dati disponibili mostrano che i parametri biochimici ed ecografici, da soli o combinati, possono identificare le donne a rischio di POI solo quando la riserva ovarica della donna è già compromessa e non è possibile trattare la malattia. La possibilità di sviluppare e convalidare un kit diagnostico inclusivo di geni e MicroRNA da associare al test OvAge, già disponibile nella pratica clinica, consentirebbe ai medici di identificare in tempo utile le donne destinate alla POI, per consentire loro di preservare la fertilità o di ottenere una gravidanza prevenendo l’infertilità da POI.

Il progetto è promosso da un partenariato di cui risulta capofila un’azienda di rilevanza mondiale quale Merck, attraverso la consociata Merck Serono Italia, che intende consolidare la sua posizione di leadership nell’importante segmento di mercato della fertilità, e dalla collaborazione avviata sullo sviluppo e commercializzazione della tecnologia tra OvAge e General Electric Healthcare, con cui è in fase avanzata di realizzazione un’importante joint venture. Il progetto si avvarrà del contributo dell’Università Magna Graecia di Catanzaro – Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica – e Università degli Studi di Napoli Federico II– Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche.