Aster, il trasferimento tecnologico è una leva di sviluppo economico

Paolo Bonaretti

Intervista a Paolo Bonaretti, Direttore Generale di ASTER.

Aster è una società volta allo sviluppo dell’innovazione nelle imprese, le università e il territorio. Pensando nello specifico al tema delle scienze della vita, come siete riusciti a creare una rete tra i diversi soggetti coinvolti? Stabilire sinergie e network quanto è importante per l’innovazione?

Fin dal 2004 Aster ha lavorato nel creare occasioni di incontro e collaborazione tra i diversi stakeholder regionali in un’ottica di favorire la cultura dell’Open Innovation. Grazie alla rilevazione dei fabbisogni di innovazione delle imprese e la discussione di questi fabbisogni con il sistema della ricerca si sono create relazioni, prima di conoscenza, poi di collaborazione, che si sono consolidate nel tempo. Nel settore di scienze della vita si è partiti con l’organizzare questi momenti e favorire queste relazioni, soprattutto, con le imprese del biomedicale, comparto particolarmente rilevante per la nostra regione.

In questi anni, comunque, il nostro lavoro è stato supportato da politiche regionali di innovazione che hanno definito aree tematiche prioritarie e strumenti che indirizzassero le industrie e la ricerca a crearsi occasioni di sempre più stretta collaborazione. Un passo importante è stato fatto nel 2009 con la nascita della Rete Alta Tecnologia e della Piattaforma tematica di Scienze della Vita che si è organizzata fin dall’inizio per mettere in rete strutture e competenze e renderle accessibili al mondo produttivo e in particolare alle PMI. La Piattaforma Scienze della Vita ha dimostrato, fin da subito, una capacità d’attrarre investimenti privati per R&S superiore ad altre Piattaforme che operavano verso alcuni comparti industriali regionali molto più “consistenti” in termini di numero d’imprese e fatturato. Questo dato ha motivato la Regione a inserire il sistema “Industrie della Salute e Benessere” tra le 5 aree di Specializzazione Intelligente Regionale riconoscendo in questo settore una innata propensione all’innovazione e una forte potenziale di crescita economica.

Il trasferimento tecnologico è una delle direttrici del nuovo piano strategico di ALISEI. Quali potenzialità vede Aster nel trasferimento tecnologico e come può diventare strumento di sviluppo economico?

Il trasferimento tecnologico è parte integrante della mission di ASTER fin dalla sua nascita più di 30 anni fa e ne è diventato un’espressione concreta con la nascita delle Piattaforme e della Rete Alta Tecnologia. Il 30 maggio scorso, poi, si sono costituiti i Clust-ER, tra cui quello denominato “Industrie Salute e Benessere”, che sono associazioni pubblico private per l’innovazione di un settore specifico. I Clust-ER organizzano le attività e i processi di trasferimento tecnologico su temi di catene del valore nell’intenzione di coinvolgere tutti i principali stakeholder, da market leader a contoterzisti, ricercatori e policy maker per favorire il consolidamento di comparti industriali esistenti, ma soprattutto, per supportare la nascita e la crescita di settori emergenti che possano rendere ancora più competitivo il tessuto industriale regionale. Quindi il trasferimento tecnologico è assolutamente una leva di sviluppo economico.

Sostenere l’innovazione e spingere il trasferimento tecnologico sembrano essere importanti punti di convergenza tra ALISEI e Aster. Quale ruolo devono avere i soci del Cluster ALISEI, in un’ottica di collaborazione bottom-up, perché si possano portare avanti i punti fondamentali del piano strategico di ALISEI?

Per portare avanti i punti del piano strategico, in ALISEI è necessario che ciascun socio sia disponibile a condividere le proprie “buone pratiche” perché possano essere messe a fattor comune in un’ottica di miglioramento dell’intero sistema. Soprattutto ALISEI deve riuscire a creare strumenti che possano consentire il superamento di quei confini campanilistici che spesso troviamo in Italia. Intendo quindi, anche la capacità di mettere in rete infrastrutture di ricerca e/o produttive in modo da avere un’operatività, su ambiti specifici d’azione, che siano aderenti al concetto di “value chain”.

Se ci sarà un giusto contributo da parte di tutti i soci, allora ALISEI potrà essere portatore di interessi comuni a livello di Governo centrale e promuovere il supporto di iniziative efficaci per questo settore e vedere concretamente la realizzazione del Piano Strategico.