Accordo Intercluster – la Voce della Presidente Bracco

Intervista a Diana Bracco – Presidente Cluster ALISEI

L’accordo tra i due Cluster rappresenta un importante punto di partenza e di collaborazione tra due settori produttivi per molti versi limitrofi. Cosa l’ha spinta alla definizione e alla firma di questo protocollo?

Credo fortemente nella collaborazione tra questi due ambiti e credo soprattutto nella necessità di unire le forze per raggiungere nuovi e sempre più ambiziosi obiettivi. Con questo protocollo, per la prima volta due settori che insieme valgono circa il 20% del PIL italiano decidono di collaborare ad un progetto comune, creando sinergie, legami e contaminazioni che daranno slancio allo sviluppo del Paese. Ciò che faremo sarà puntare con forza su ricerca e innovazione, valorizzando le straordinarie eccellenze italiane nella consapevolezza che solo investendo su di loro saremo capaci di giocare un ruolo da leader nel futuro. Le enormi potenzialità in campi ancora poco esplorati come il giusto equilibrio tra life sciences, alimentazione e stili di vita rimarranno inespresse se istituzioni, imprese e mondo accademico non faranno la loro parte. Con questa partnership dimostreremo che il sistema Paese italiano può funzionare, promuovendo una cultura della ricerca e invertendo il trend che ci vede in fondo alle classifiche dei Paesi per investimenti in innovazione.

Nel protocollo si parla di due progetti strategici per il Paese: lo Human Technopole e l’Expo di Dubai 2020. In seguito alla firma del protocollo tra i due Cluster quali sono le aspettative per questi progetti?

Human Technopole è sicuramente un progetto fondamentale per la crescita dei nostri settori. Expo ha saputo riportare l’Italia al centro dell’attenzione mondiale e il Technopolo, assieme al Parco della Scienza, del Sapere e dell’Innovazione che sta nascendo, ne rappresenta al meglio la legacy. Lo Human Technopole è un progetto ambizioso e visionario che vuole mettere l’Italia in prima linea nelle scienze della vita. Essendo stata Presidente di Expo 2015 spa e Commissario per il Padiglione Italia, devo ammettere che per me è una vera gioia sapere che nel nostro splendido Palazzo, con le sue architetture avveniristiche e il suo cemento biodinamico inventato ad hoc dai ricercatori di Italcementi, accanto all’Albero della Vita, il cui successo come ha detto Balich rispondendo alle critiche “è davanti agli occhi di tutti”, stanno arrivando i primi ricercatori del Tecnopolo. Lì, come avevamo immaginato già allora, sorgerà il Parco della Scienza, del Sapere e dell’Innovazione, per cui è stato scelto l’efficace acronimo “MIND” (Milano Innovation District), che mi piace molto. Ed è significativo e foriero di speranza che una personalità come lo scienziato scozzese Iain Mattaj, attuale direttore generale dello European Molecular Biology Laboratory (Embl) di Heidelberg, abbia deciso di lasciare la Germania per venire in Italia a dirigere lo Human Technopole. Human Technopole è una grande occasione per l’Italia intera. A tale riguardo, è importantissimo che si sia cercata e si cerchi la collaborazione con le imprese, che possono entrare nel Technopole sia attraverso partnership scientifiche sia come soci di minoranza a fianco dei Ministeri soci fondatori (Ricerca, Salute ed Economia). Noi stessi come Gruppo Bracco abbiamo avanzato una manifestazione d’interesse. E come Cluster Alisei stiamo contribuendo alla realizzazione di questo importantissimo progetto, convogliando le migliori energie del Paese verso il comune obiettivo. Lo Human Technopole favorirà lo sviluppo di un programma di Precision Medicine, creando sinergia tra genomica, medicina, nutrizione, gestione e analisi dei big-data e nanotecnologie, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, il Ministero della Salute e con le strutture regionali, amministrative e sanitarie. Insomma con il programma di Human Technopole nascerà un centro di ricerca avanzato, all’insegna dell’open innovation, in grado di fare massa critica per emergere e competere a livello globale. Per questo cogliamo con grande piacere la disponibilità dimostrata dal Professor Simoni a seguire e a partecipare allo sviluppo degli obiettivi del protocollo. Expo Dubai 2020 sarà invece una vetrina importantissima per i progetti che svilupperemo. Come dimostrato da Milano 2015, solo le Esposizioni Universali garantiscono la possibilità di accedere, in un solo luogo, ad un bacino globale di aziende e altri importanti stakeholder. Inoltre, potremo sfruttare al meglio le numerose opportunità che gli Emirati offrono per i nostri settori, sempre più apprezzati nell’area Mediorientale. Expo Dubai sarà dunque un’occasione ulteriore per dare continuità al successo di Expo Milano 2015, all’insegna delle nostre eccellenze: Farma e Agrifood.

Ritenete che l’accordo tra i due Cluster possa essere il driver per una crescita dei relativi settori sia da un punto di vista della ricerca sia sotto l’aspetto industriale?

Ne sono assolutamente convinta. Il protocollo nasce con l’intento rafforzare il nostro ecosistema industriale e di ricerca, aumentando esponenzialmente le capacità di attrarre investimenti a livello internazionale ed efficientando le preziose risorse che già abbiamo a disposizione. Inoltre, il dialogo tra centri di ricerca e imprese verrà reso più fluido, favorendo il trasferimento tecnologico. Proprio quest’ultimo rappresenta una delle grandi sfide per il nostro Paese: lo possiamo percepire anche nel settore farmaceutico, dove i risultati dell’industria sono estremamente positivi e gli investimenti in ricerca molto elevati. L’impresa farmaceutica in particolare è salita sul gradino più alto del podio in Europa: come ha annunciato il Presidente Scaccabarozzi nella sua recente relazione all’Assemblea di Farmindustria che ha celebrato i 40 anni, l’Italia ha superato la Germania nella produzione farmaceutica: 31, 2 miliardi contro i 30 dei tedeschi. Un successo dovuto al boom dell’export, che oggi sfiora i 25 miliardi, con un vero e proprio raddoppio dell’industria nel Mezzogiorno negli ultimi dieci anni con veri poli di eccellenza. Questi risultati potrebbero essere migliorati ulteriormente se vi fosse maggiore facilità nella contaminazione reciproca. La partnership permetterà di dare un nuovo impulso agli investimenti di aziende e istituzioni verso obiettivi strategici comuni, in quanto sono sempre maggiori le richieste di soluzioni altamente innovative. Una delle maggiori sfide sarà sicuramente quella di trasformare una medicina curativa nella medicina delle 4P, ovverosia predittiva, preventiva, personalizzata e partecipativa.