Accordo Intercluster – la voce del Presidente Scordamaglia

Scordamaglia Orizzontale

Intervista a Luigi Pio Scordamaglia – Presidente Cluster Agrifood Nazionale

L’accordo tra i due Cluster rappresenta un importante punto di partenza e di collaborazione tra due settori produttivi per molti versi limitrofi. Cosa l’ha spinta alla definizione e alla firma di questo protocollo?

La consapevolezza di rappresentare due settori leader dell’economia nazionale che hanno fatto dell’Italia il Paese più sano al mondo, grazie allo stile di vita e alle abitudini alimentari: come la nostra dieta mediterranea, patrimonio culturale dell’UNESCO. Ritengo che l’unione delle forze dei Cluster CL.A.N. e Alisei, vere e proprie cabine di regia della ricerca nazionale, che raggruppano al loro interno aziende, università, istituti di ricerca e rappresentanze territoriali nei rispettivi campi di azione, consentirà di consolidare l’importante primato del “food and drug” nazionale, attraverso la ricerca e l’innovazione, per vincere assieme le grandi sfide della salute e della nutrizione. La condivisione della strategia di ricerca del settore agroalimentare e di quello delle scienze della vita, attraverso i rispettivi Cluster Tecnologici Nazionali, ne aumenta nel nostro Paese le sinergie e l’integrazione, evitando le contrapposizioni che gli stessi settori in altre parti del mondo, che non condividono i nostri stessi valori, stanno invece generando.

Nel protocollo si parla di due progetti strategici per il Paese: lo Human Technopole e l’Expo di Dubai 2020. In seguito alla firma del protocollo tra i due Cluster quali sono le aspettative per questi progetti?

Con Expo 2015 il modello agroalimentare italiano è diventato riferimento internazionale e siamo riusciti a colpire il mondo intero, parlando di una delle cose più antiche, ma facendolo con un linguaggio nuovo proiettato nel futuro, ma sempre legato alla nostra grande tradizione. Expo Dubai 2020 rappresenta quindi un’occasione unica per dare continuità al successo di Expo Milano e un palcoscenico strategico per i Cluster CL.A.N. e Alisei, dove i temi dello stile di vita italiano e delle eccellenze rappresentate dai settori “Food & Drug” potranno essere proposti come temi portanti della presenza italiana a Expo 2020. Grazie alla firma del protocollo potremo lavorare congiuntamente per mostrare nuovamente al mondo con orgoglio il nostro know how e la nostra capacità di innovare, senza ovviamente stravolgere o rinnegare i valori della nostra storia perché la nostra forza è proprio quella di essere tradizione e innovazione, passato e futuro, sapienza antica e innovazione di processo e prodotto. Anche lo Human Technopole è uno strumento importante per lo sviluppo del progetto inter-cluster ed è per questo che i CLuster CL.A.N. e Alisei lavoreranno assieme per fare in modo che le tematiche inerenti l’agroalimentare e le scienze della vita siano rappresentate nel futuro programma di attività di Human Technolpole.

Ritenete che l’accordo tra i due Cluster possa essere il driver per una crescita dei relativi settori sia da un punto di vista della ricerca sia sotto l’aspetto industriale?

Certamente. L’impiego di strategie multidisciplinari, che riflettano il profondo legame tra alimentazione e salute, consentirà di mettere a sistema le principali expertise nazionali della ricerca nei settori della nutrizione e delle scienze della vita, evitando contrapposizioni e promuovendo lo sviluppo di una piattaforma comune volta a tutelare il nostro modello di stile di vita, ad esempio, contro la diffusione di falsi miti sugli effetti di alcuni alimenti sulla salute e le allarmistiche periodiche forme di criminalizzazione di singoli alimenti o ingredienti o nutrienti non supportate da evidenze scientifiche. Al tempo stesso, partendo dall’innovazione di modelli positivi tradizionali, si progetterà un percorso di lavoro comune per lo sviluppo di progetti di alto livello, come quello relativo alla “dieta personalizzata” e alla “medicina personalizzata”, secondo il principio di “adding life to years”. La collaborazione inter-cluster, che risponde all’approccio di “cross-fertilization” richiesto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, potrà senza dubbio contribuire ad aumentare la competitività dei settori dell’agroalimentare e delle scienze della vita sia da un punto di vista della ricerca, che industriale. Affinché questo sia possibile, è però prioritario che i Cluster possano contare su un solido sistema nazionale della ricerca, superando le problematiche di carattere burocratico che hanno determinato tanti ritardi e incertezze sull’effettivo accesso ai finanziamenti negli anni precedenti. L’accordo tra i Cluster potrà essere funzionale anche alla costruzione di un dialogo congiunto e strutturato con le istituzioni competenti, a servizio delle imprese e degli enti di ricerca dei due settori.