A Guido Sebastiani il Premio come miglior giovane ricercatore nPOD Young Investigator Award 2019

Guido Sebastiani

Riportiamo l’intervista aGuido Sebastiani, Fondazione Umberto di Mario Onlus/Università di Siena-UO Diabetologia

nPOD Young Investigator Award, un premio internazionale davvero prestigioso. Come ti senti?

Il nPOD Young Investigator Award 2019 è il Premio riconosciuto al miglior giovane ricercatore nella ricerca sul Diabete Tipo 1 supportato da nPOD, il Network for Pancreatic Organ Donors with Diabetes. Sono davvero onorato di aver ricevuto questo riconoscimento per il lavoro svolto in questi anni e per le ricerche tuttora in corso in un ramo di ricerca nell’area della diabetologia che si conferma di alto valore a livello internazionale.

Più precisamente, cos’è il nPOD e di che tipo di riconoscimento si tratta?

Il Network of Pancreatic Organ Donors with Diabetes (nPOD) ha sede a Gainesville (Florida) e si occupa di raccogliere e processare organi (in particolare pancreas) derivanti da donatori con diabete di tipo 1. Tali tessuti vengono messi a disposizione dei ricercatori che ne fanno richiesta previa presentazione di un progetto di ricerca specifico e qualificato. Negli ultimi anni il contributo di nPOD è stato fondamentale per consentire ai ricercatori di tutto il mondo di comprendere alcuni meccanismi del diabete di tipo 1 direttamente nei preziosi tessuti di donatori affetti dalla malattia. nPOD è stato il primo ed è attualmente il più grande network mondiale che consente la raccolta, il processamento secondo protocolli standard e la distribuzione di tessuti derivanti da donatori con diabete di tipo 1. I diversi premi indetti dal Network (nPOD young investigator, nPOD senior investigator, nPOD spirit awards) vengono assegnati ogni anno e rappresentano gli “oscar” della ricerca sul diabete di tipo 1 (T1D) all’interno del network nPOD.

Che tipo di attività svolgi presso la Fondazione Umberto di Mario?

La nostra attività di ricerca, come gruppo coordinato dal Prof. Francesco Dotta, direttore del dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e neuroscienze dell’Università di Siena, che collabora anche presso il bioincubatore TLS, è principalmente focalizzata sullo studio del Diabete di Tipo 1 (autoimmune). Questa patologia è caratterizzata dall’aggressione da parte del sistema immunitario delle cellule pancreatiche deputate alla produzione e secrezione di insulina. La loro distruzione comporta la totale, o quasi, assenza di produzione di insulina endogena, costringendo il paziente a continue somministrazioni di insulina esogena. Rappresenta, pertanto, una patologia ampiamente debilitante.

Lavorando su più fronti ed attraverso un’ampia rete di collaborazioni nazionali (Università di Pisa, HSR San Raffaele DRI-Milano, Università Sapienza Roma, Università di Catania) e internazionali (Leuven-Belgio, Parigi-Francia, Losanna-Svizzera, Exeter-UK, Oslo-Norvegia, Gainesville- Florida, USA) stiamo caratterizzando sempre di più i meccanismi patogenetici della malattia. In particolare, fra le molte scoperte:

  • Abbiamo identificato nuovi linfociti autoreattivi che invadono il pancreas di pazienti con diabete di Tipo 1;
  • Abbiamo identificato un nuovo meccanismo con cui i linfociti attaccano e distruggono le beta-cellule pancreatiche secernendo vescicole contenenti microRNAs (piccole molecole che regolano l’espressione genica)
  • Stiamo caratterizzando nuovi biomarcatori circolanti (i microRNAs) che un giorno ci permetteranno di predire il decorso del diabete di tipo 1 e di indirizzare specifiche terapie (medicina di precisione).

Qual è il percorso formativo e professionale che ti ha portato fin qui?

La mia carriera Universitaria si è svolta a Siena: laurea in Biologia Molecolare nel 2008 e Dottorato di ricerca in Biomedicina e Scienze Immunologiche nel 2011. Attualmente sono Ricercatore afferente all’Unità Diabetologica del Dipartimento di Scienze Mediche Chirurgiche e Neuroscienze (Università di Siena), nonché ricercatore e lab manager del Laboratorio della Fondazione Umberto di Mario ONLUS.